Monthly Archives: aprile 2017

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Domenica 7 maggio 2017 – Anello di DORDOLLA per antichi sentieri

Giunti a Moggio Udinese si imbocca la Val Aupa e, dopo circa 7 km, si raggiunge il ponte pedonale dal quale inizierà la nostra escursione (570 m). Attraversato il torrente Aupa imbocchiamo il sentiero che, in circa 15 minuti, ci porterà alla piazza di Dordolla (610 m).

Causa il cattivo tempo l’escursione prevista per il 26 aprile è stata riprogrammata non più per giovedì 4 maggio ma, a causa dell’impraticabilità del percorso per il Monte Vogu, la meta dell’escursione di domenica 7 maggio sarà l’Anello di DORDOLLA per antichi sentieri

Si segue per mezzo km il ripido sentiero CAI n. 425, che conduce alla forcella Vualt, fino a quota 760 m; da questo punto in poi abbandoniamo i sentieri CAI e seguiamo una serie di antichi sentieri segnati da dei bollini azzurri e bianchi rotondi.
Si supera il riu Val per arrivare, attraverso vaste faggete, prima agli Stavoli Pustots (880 m) e poi gli Stavoli Vuadett (884 m).
Oltrepassato il greto di un torrente si raggiunge quasi in falsopiano un importante incrocio di sentieri a quota 958 m; a destra c’è una via di fuga che porta rapidamente a Drentus, noi invece proseguiamo diritti (verso sud) seguendo dei segni azzurri e bianchi, ma ora a bande orizzontali, anziché rotondi.
Superato un piccolo ghiaione, in circa mezz’ora, si raggiunge il punto più alto dell’itinerario all’ultimo tornante della strada di servizio al metanodotto (quota 1060 m). Il sentiero prosegue costeggiando la strada consentendoci di scendere al terzultimo tornante dove si percorre brevemente la strada per riprendere, subito dopo, il sentiero in direzione sud, che ci conduce al punto più meridionale del percorso a quota 850 m.
Ora si piega verso nord in lieve pendenza e, attraversato un altro ghiaione, si arriva a Casere Virgulins (700 m), dove incontriamo la strada stretta asfaltata che sale dal fondovalle. Fatti ulteriori 250 metri arriviamo a Casere Dentros o Drentus (720 m).
A Drentus funziona l’agriturismo “Tiere Viere” di Kaspar e Marina dove potremo gustare un ottimo minestrone preparato con i prodotti della loro coltivazione accompagnato da affettuati, formaggio e buon vino il tutto per un costo di 10 euro a persona.
Dopo la piacevole sosta prendiamo il sentiero che da qui in mezzora, ci riporta a Dordolla e, quindi, al ponte pedonale sul torrente Aupa.
Dato che abbiamo la necessità di dire a Kaspar il numero dei partecipanti già il lunedì prima dell’escursione le prenotazioni vanno fatte entro venerdì 5 maggio.
Carta Tabacco: 018
Difficoltà: E
Dislivello: 650 m
Tempo del percorso: 4 ore
Altitudine min: 570 m
Lunghezza: 9 km
Altitudine max: 1050 m
Coordinatori: Graziano Fregonese 346 6853375 e Aulo Olivo 335 7280035


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Il solitario Cadin d'Arade

Copertura assicurativa con il tesseramento CAI

Caro Socio, con la presente vorrei ricordati che il tesseramento al C.A.I. dà diritto, in caso di necessità, alla copertura assicurativa relativa al Soccorso Alpino in tutta Italia e nei paesi europei.
Tessera CAITale copertura è garantita durante qualunque attività del socio, sia nell’ambito delle escursioni sociali che di quelle organizzate in autonomia.
La quota versata per il tesseramento C.A.I. comprende anche l’assicurazione infortuni solo nell’ambito delle escursioni organizzate dalla Sezione stesso e, quindi, inserite nel calendario delle “Escursioni sezionali”
Nel caso in cui qualcuno lo richiedesse, è possibile ampliare tale assicurazione infortuni anche alle escursioni realizzate in autonomia e non rientranti nel calendario ufficiale della Sezione.
Per ampliare l’assicurazione è necessario pagare una quota di euro 92,57 all’anno.
E’ possibile, inoltre, sottoscrivere una assicurazione per responsabilità civile per danni causati ad altri. L’importo di tale assicurazione è pari a euro 21,00 annui.
Per aderire alle assicurazioni sopra descritte o per avere ulteriori informazioni, ci si può rivolgere alla sezione nella giornata del giovedì dalle 21.00 in poi.
Rimanendo a disposizione per qualunque necessità, colgo l’occasione di porgere cordiali saluti

La Presidente
(Flavia Valent)

Link alla pagina nazionale: Pagina polizze assicurative

Category : Avvisi ai soci


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Campanile Val Montanaia

Campanile di Val Montanaia – multivisione 5 maggio 2017

Come vibra il Campanile di Val Montanaia nelle dolomiti friulane?

INDAGINE ALPINISTICO-GEOFISICA
a cura del dott. Franco Pettenati

LA VALLE DEL TESORO
Multivisione di Flavia Facchini

Venerdì 5 maggio 2017, ore 20.45
Sede del CAI di Cervignano del Friuli, Via Garibaldi 18
INGRESSO LIBERO

I recenti terremoti nella zona di Barcis hanno messo in allarme la popolazione locale, la comunità montana e il mondo alpinistico per le possibili lesioni al campanile di Val Montanaia, la famosissima guglia di roccia delle Dolomiti Friulane, catalogata tra i geositi di massimo interesse della Regione Friuli Venezia Giulia e recentemente inserita nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Campanile Val MontanaiaQuesto impressionante monolito isolato, quasi al centro del circo glaciale terminale della Val Montania, è il risultato del processo erosivo attuato dai ghiacciai che ricoprivano la valle e che ne hanno plasmato sino a meno di 10.000 anni fa le forme attuali. La guglia è alta circa 120 metri sul lato Nord, Nord Est e 240 dalla parte Sud. La dissimmetria morfologica delle pareti del Campanile testimonia anche una diversa “energia” del processo erosivo glaciale, visibilmente più accentuato nel ramo destro orografico un tempo percorso dal ghiaccio. Il Campanile è tutto di Dolomia Principale, ma a circa metà altezza sono presenti strati più sottili e meno compatti sui quali si è impostata la grande cengia perimetrale tutta percorribile a piedi (il famoso “ballatoio”).
In questi ultimi anni si è parlato spesso di crolli nelle Dolomiti, come quello della torre Trephor in Cinque Torri, sul Sass Maor (Pale di San Martino), sulla parete nord del Pelmo e sulla cima Una delle Dolomiti di Sesto. Per questo motivo i geologi dell’OGS si sono chiesti come oscilli la grande guglia di roccia e quale sia il suo stato di salute in rapporto alle zone sismiche più vicine, come l’area di Claut o di Barcis o soprattutto della zona del Cansiglio che nel 1936 produsse un terremoto di magnitudo 5.8 – 6.
Per rispondere, occorreva effettuare una serie di misure con apposita strumentazione anche in parete ed in cima alla guglia, superando difficoltà di arrampicata del IV grado con un passaggio di V.
Fotografie, analisi e risultati della ricerca, saranno esposti nella sede del CAI di Cervignano dal dott. Franco Pettenati, geologo con dottorato di ricerca in geofisica.
La presentazione sarà preceduta da una breve multivisione della fotografa Flavia Facchini, riguardante il campanile di Val Montanaia. La sequenza d’immagini montate in dissolvenza è intitolata “La valle del Tesoro”.
Franco Pettenati è Ricercatore all’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale), dove si occupa di sismologia e rischio sismico. Fa parte del Gruppo Rocciatori “Bruti de Val Rosandra” del CAI XXX Ottobre di Trieste. Esperto di arrampicata sia su roccia sia su ghiaccio, scialpinismo ed escursionismo ha fatto due spedizioni in Nepal e numerose volte il capogita per il CAI con mansioni organizzative.

Category : Gruppo Culturale


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