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Montagne in rassegna - 12 maggio 2010
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CITTÀ DI CERVIGNANO DEL FRIULI
ASSESSORATO ALLA CULTURA
BIBLIOTECA CIVICA
in collaborazione con il C.A.I sezione di Cervignano del Friuli  "Giusto Gervasutti"

Montagne in rassegna al Centro Civico di Cervignano del Friuli

locandina_cerv.jpgMercoledì 12 maggio 2010 alle ore 21.00

UWENZORI, LE MONTAGNE DELLA LUNA

Mercoledì 12 maggio alle ore 21.00 verrà presentata la multivisione "Un'avventura sulle tracce della spedizione del Duca degli Abruzzi" realizzata da Michele Tomaselli e relativa al suo viaggio nel Ruwenzori del 2008.

La multivisione è una forma espressiva di recente diffusione in Italia e si basa sulla capacità di unire in modo creativo due fondamentali mezzi di comunicazione: la fotografia e la musica. Immagini e musica creano un'atmosfera coinvolgente che emoziona lo spettatore facendolo sentire immerso totalmente nelle immagini che gli vengono proposte.

Le montagne del Ruwenzori, anche conosciute con il termine di montagne della Luna così come menzionato in uno scritto di Tolomeo, sono una piccola, ma spettacolare catena montuosa dell'Africa centrale, posizionata al confine tra Uganda e Repubblica Democratica del Congo. Le cime più alte arrivano a 5.109 metri e sono perennemente innevate, cosa che in Africa accade solo in altre due località: sul monte Kilimangiaro e
sul monte Kenja. La catena montuosa è lunga 120 km e larga 65 km e consiste in sei massici montuosi separati da profonde gole.
Le montagne della luna offrono la possibilità di effettuare un sensazionale e indimenticabile trekking in un ambiente unico ed ancora primordiale, caratterizzato da foreste tropicali, esili tronchi verdi di bambù, innumerevoli ruscelli e specchi d'acqua, zone alpine costellate da eriche giganti e lobelie fino ai picchi perennemente innevati: un percorso sulle tracce della spedizione guidata dal duca Luigi Amedeo degli Abruzzi
che nel 1906 ne conquistava le vette con conseguente prestigio per l'allora Regno d'Italia. L'Uganda è uno dei pochi paesi al mondo dove vivono ancora i gorilla, le creature delle foreste.

Michele Tomaselli, nato nel 1976, vive a Cervignano del Friuli ed è istruttore tecnico presso il comune di Udine, da sempre dedito allo sci e alla montagna, pratica l'alpinismo. Affetto dal desiderio di visitare e scoprire nuovi paesi, nuove culture, viaggia dal 2000 come coordinatore linea trek per Avventure nel Mondo di Roma, ha all'attivo svariati trekking in varie parti del mondo, principalmente concentrati tra Africa e Asia.
Appassionato anche di fotografia collabora con la rivista "Vivere la Montagna del Canton Ticino" (Svizzera) ed anche con la rivista bimestrale del Cai.

Per ulteriori informazioni contattare la biblioteca
via Trieste 33
33052 CERVIGNANO DEL FRIULI
tel. 0431-388540
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Scritto da Giorgio   
22/04/2010 - 18:15
Ultimo aggiornamento ( 22/04/2010 - 18:18 )
 
Montagne in rassegna - 5 maggio 2010
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CITTÀ DI CERVIGNANO DEL FRIULI
ASSESSORATO ALLA CULTURA
BIBLIOTECA CIVICA
in collaborazione con il C.A.I sezione di Cervignano del Friuli  "Giusto Gervasutti"

Montagne in rassegna al Centro Civico di Cervignano del Friuli

locandina_cerv.jpgMercoledì 5 maggio 2010 alle ore 21.00

LUCA BELTRAME - NON SI TORNA INDIETRO. LA STORIA DI ERNESTO LOMASTI

l'autore Luca Beltrame presenterà il suo libro "Non si torna indietro. La storia di Ernesto Lomasti", edizioni CDA & Vivalda 2008. Durante l'incontro verranno
proiettate delle fotografie relative all'alpinista Lomasti e alle sue scalate.

Dalla quarta di copertina:
A quattordici anni Ernesto Lomasti è un adolescente che vive a Pontebba, un paesino in provincia di Udine: è già malato di montagna, ma la bassa corporatura non gli frutta altro che il soprannome di "Cartuccia" e la derisione dei compagni. Quando nel 1979, nemmeno ventenne, cade in una palestra di roccia valdostana nel corso di un misterioso incidente, è ai vertici dell'alpinismo italiano e non solo.
Senza saperlo ha raggiunto il settimo grado in solitaria in anni in cui pochi tra i migliori si azzardavano a farlo in cordata. La naturale modestia e le eccezionali vie aperte sulle neglette pareti delle Alpi Giulie e Carniche non gli hanno portato né fama né denaro. Solo chi ha arrampicato con lui sa che è stato un fuoriclasse che ha illuminato come una meteora la storia dell'alpinismo proprio nel cruciale passaggio tra la visione classica e quella sportiva. Questo libro ne ricostruisce la vita, le speranze, le imprese.


Luca Beltrame, nato a Udine nel 1970, è laureato in Economia aziendale all'Università di Venezia.
Folgorato all'età di ventisette anni dalla scoperta della montagna, inizia a dedicarsi anima e corpo alla nuova passione. In dieci anni di attività passa dall'escursionismo all'alpinismo, effettuando più di 600 salite di varia difficoltà. Ha al suo attivo due nuove vie e ama definirsi un alpinista esplorativo perché si perde spesso. Di professione bancario, collabora con alcune riviste di settore montagna tra cui "Le Alpi
Venete", rassegna semestrale delle sezioni CAI del Triveneto e "In Alto", annuario della Società Alpina Friulana.
Scritto da Giorgio   
22/04/2010 - 18:08
Ultimo aggiornamento ( 22/04/2010 - 18:20 )
 
2 Maggio 2010 - Anello del Monte CABIA (1146 m)
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Arta è famosa in Friuli, e non solo, per le sue pregiate terme ma anche per essere al centro di montagne ricche di vegetazione che esprimono il meglio della loro bellezza con la fioritura primaverile.
Partendo da borgo Scludizza, frazione di Arta appunto, subito dopo le ultime case si incontra, sulla destra, il sentiero denominato “Troi di Cjabie”. Imboccatolo si entra subito nel bosco prendendo decisamente quota. Si tralasciano alcune deviazioni secondarie dirigendosi sempre a destra fino a raggiungere una strada forestale dove si prosegue a sinistra. Dopo aver incontrato una baita si abbandona, momentaneamente, la strada per una scorciatoia e la si riprende poco dopo. Si raggiunge, così, località Boglierin dove si svolta a sinistra seguendo la strada che sale verso stavoli Cjagnon e che si esaurisce in corrispondenza di un piccolo piazzale asfaltato. Poco prima del piazzale si imbocca sulla destra, per prati, un’esile traccia di sentiero che diviene poi subito marcata e che traversa le pendici orientali del monte Cabia. Dopo aver superato un piccolo capanno, al bivio si prende a sinistra ed in breve si giunge ai prati dello stavolo Cusin. Si risale il pendio erboso tenendosi sulla destra fino ad incontrare una mulattiera che porta in cima. Si prosegue, quindi, scendendo verso stavoli Suart che si raggiungono in breve e da qui si seguono le indicazioni che portano in discesa a sinistra. Si tralascia, sul primo tornante, la deviazione a sinistra per continuare lungo la faggeta con una serie di ampie svolte terminando in corrispondenza di un ponticello di legno. Si segue, quindi, la pista in discesa che ben presto si trasforma in strada e ci conduce al punto di partenza. 
Presentazione gita: presso la sede sociale giovedì 29 aprile 2010 ore 21,15.

Carta: Tabacco 09
Dislivello:  600 m
Difficoltà:  E
Altitudine min:  594 m
Altitudine max: 1146 m
Tempo totale:  4,30 ore
Trasporto:  Mezzi propri
Coordinatori:  Gianni Bertoldi e Tiziano De Lazzari
Scritto da Livio Sverzut   
21/04/2010 - 23:13
 
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