4-5 Luglio 2009 - GRAN PILASTRO - HOCHFEILER (3509 m)
Il Gran Pilastro è la vetta più alta delle Alpi Aurine. Raggiungere la cima non richiede doti particolari. Anche se siamo ad inizio stagione è necessario un minimo di allenamento per sopperire alla quota elevata, saper usare piccozza e ramponi utili sul ghiacciaio e nevai che attraverseremo.
La salita partirà dal rifugio Ponte di Ghiaccio Hedelrautehutte 2545, eretta 100 anni fa dal club alpino viennese e che si raggiunge dal lago di Neves in poco più di due ore per semplice sentiero.
Percorrendo il sent n. 1 raggiungeremo la Forc. Bassa di Punta Bianca (2974 m) dopo la quale, scesi un centinaio di metri, attraverseremo il Ghiacciaio del Gran Pilastro. Alla fine del traverso saliremo per il versante sudoccidentale della montagna, lasciando due dorsali rocciose sulla destra e raggiungeremo, dopo un’altura, un bacino leggermente ascendente. Lo risaliremo attraversando a sinistra una piccola vedretta, per incrociare la normale che proviene dal Rif. Gran Pilastro, sulla cresta occidentale, che probabilmente sarà coperta di neve. Da qui la cima è vicina e la raggiungeremo percorrendo una stretta cresta di neve e rocce. Dalla croce di vetta si gode di un panorama a 360° su tutto il gruppo delle Alpi Aurine. Se le condizioni del terreno non ce lo consentiranno, la salita alla cima potrebbe essere fatta passando dal rifugio Gran Pilastro. E’ leggermente più lunga ma più facile tecnicamente.
Carta: Tabacco 037
1° Giorno
Dislivello: 685 m
Difficoltà: E
Altitudine min: 1860 m
Altitudine max: 2545 m
Tempo di salita: 2,00 ore
2° Giorno
Dislivello: 965 m
Difficoltà: EEA
Altitudine min: 2545 m
Altitudine max: 3509 m
Tempo di salita: 4,30 ore
Tempo di discesa: 5,00 ore fino al lago di Neves
Trasporto: Mezzi propri
Coordinatori: Cristian Boemo e Giannino Bigaran
Scritto da Giorgio
19/06/2009 - 19:57
5 Luglio - Creta di Aip - Trogkofel
Da Paularo, si segue la strada che porta a casera Cason di Lanza (1552 m) e proprio dalla casera comincerà la nostra avventura. Si percorre la strada sterrata, oppure il sentiero CAI n° 439, che ci condurrà alla casera Val Dolce (1690 m). Da qui, seguendo sempre il sentiero precedentemente menzionato, arriveremo sotto il massiccio della nostra meta. Dopo 100 m. circa, si può salire per la via normale o proseguire per 1 km e arrivare all’attacco della via ferrata. Ora siamo a un altezza di circa 2000 m. La via attrezzata non è molto lunga, 50 - 70 m di dislivello, esce e riprende il sentiero che ci porterà alla croce della Creta di Aip 2279 m. Discesa per la via normale dove si trovano alcuni passaggi di primo grado, a volte esposti. Alla base si segue il sentiero dell’andata fino alle macchine (Cason di Lanza). Cima e percorso molto bello, carenza d’acqua.
Tempo 2 - 3 ore
Trasporto mezzi propri
Capogita Fabio
Equipaggiamento: Attrezzatura per ferrata
Scritto da Giorgio
08/06/2009 - 20:00
Ultimo aggiornamento ( 19/06/2009 - 19:48 )
21 Giugno 2009 - FESTA IN MONTAGNA (Biotopo di Cima Corso)
Quest’anno era prevista per la “Festa in montagna” la gita a Vinaio di Lauco per il giro del monte Vas che purtroppo per problemi organizzativi non siamo in grado di fare. In alternativa proponiamo la visita al Biotopo della palude di Cima Corso con la salita al soprastante monte Jôf.
Anche questa è un’escursione, come da tradizione, alla portata di tutti, adulti e ragazzi, bravi camminatori e “escursionisti della domenica” , accomunati dal piacere di una passeggiata in un ambiente naturale particolarmente bello ed interessante per la diversità di flora e di fauna, tant’è che la nostra Regione lo ha posto in regime di salvaguardia assieme agli altri 26 biotopi naturali dell’intero territorio regionale. Punto di partenza e di arrivo sarà il grande parcheggio nei pressi del Centro Visite.
Si inizia l’escursione salendo lungo la strada sterrata che si snoda a fianco della pista da sci prima con pendenza più pronunciata e poi in salita più moderata fino a raggiungere una piccola costruzione-rifugio (1100 m). Si imbocca, quindi, il sentiero Cai n. 239 verso destra percorrendo la dorsale del monte Jôf che, in una serie di piccoli saliscendi, ci mantiene in una continua posizione panoramica sulla sottostante valle del Tagliamento e sui monti che la racchiudono. Il percorso, qui, si snoda lungo una comoda mulattiera che attraversa un bel bosco di pino ed abete fino nei pressi di una piccola cappella a quota 1117 m. Si prosegue lungo la dorsale nella faggeta, dove si aprono sprazzi di belle vedute verso le Prealpi Carniche. Si raggiungono, infine, i ruderi dello stavolo Claupa Alto con il punto di maggiore elevazione. Ritornati sui propri passi fino alla cappelletta, si scende a sinistra lungo la pista forestale che, a comodi tornanti, ci conduce al punto di partenza.
All’arrivo ci attende l’Osteria “Al Skilift” dove ci sarà servito il pranzo sociale.
Dopo il pranzo sarà possibile entrare nel Centro Visite del Biotopo per completare la giornata di conoscenza del territorio protetto.
Carta: Tabacco 02
Dislivello: 400 m
Difficoltà: E
Altitudine min: 836 m
Altitudine max: 1202 m
Tempo totale: 3,50 ore
Trasporto: Pullman
Coordinatori: Gianni Bertoldi - Tiziano De Lazzari