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10 aprile 2011 - Anello del monte Flagjel
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A causa della chiusura da parte del “Parco delle Dolomiti friulane” di alcuni tratti del percorso scelto, siamo costretti a rinviare la visita guidata alla “Forra del Cellina e grotte vecchia diga” al 28 agosto prossimo. In sostituzione è proposta un inusuale e sorprendentemente interessante salita al M. Flagjel dalla Val Tochel.

Anello del monte Flagjel dalla val Tochel

Giunti a Forgaria percorrere la strada che sale verso l'altopiano del monte Prat e proseguire verso nord lungo la stretta strada asfaltata fino alle pendici meridionali del monte Cuar in corrispondenza di un evidente trivio (894 m, punto per la sosta attrezzato con tavoli e panche di legno, cartello indicatore, possibilità di parcheggio). Il ramo di sinistra attraversa la val Tochel calando successivamente in val d'Arzino mentre il ramo di destra prosegue verso il Cuel di Forchia per poi scendere ad Avasinis. Imboccare il sentiero 817, che qui ha inizio, compiendo immediatamente alcuni tornanti che ci portano a percorrere un lungo traverso quasi pianeggiante lungo il versante sud-occidentale del monte Cuar. L’ambiente dal fascino decisamente selvaggio, è caratterizzato da numerose essenze arboree quali diverse specie di pino, abeti, betulle e naturalmente il faggio che diventa gradualmente la specie dominante. Procedendo il sentiero si fa più esile ed aggira alcuni speroni erbosi esposti che richiedono qualche attenzione e passo sicuro. Salendo, agli splendidi squarci sul bosco sottostante si aggiungono, tempo permettendo, delle magnifiche vedute sulla pianura e sul fiume Tagliamento. La favorevole esposizione di questo versante consente la precoce fioritura di diverse specie primaverili quali la primula comune e l'erba trinità. Terminato il tratto di traversata ha inizio una brusca e ripida salita dapprima nella boscaglia e poi lungo un erto canalone erboso che va interamente risalito sulla sinistra evitando le ghiaie al centro. Con un ampia svolta a sinistra si esce finalmente sul filo di cresta in corrispondenza di una panoramica insellatura (1310 m). 
Proseguire ora verso sinistra, seguendo le tracce di passaggio del sentiero CAI n. 815, lungo la staccionata che punteggia la piccola cima del Cuel dai Poz. Dopo essere scesi nell'avvallamento successivo, ignorare la traccia che si stacca sulla destra, e che verrà utilizzata per la discesa, e continuare lungo un evidente sentiero che sale in direzione ovest. Seguendo le indicazioni si evita un primo tornante per poi ricongiungersi nuovamente al percorso originario lungo il filo di cresta. Il fondo della mulattiera si presenta ampio e ben conservato e, ad eccezione di qualche tratto franato o malagevole, offre un piacevole e panoramico andamento. Giunti alla base del monte Flagjel se ne risale il pendio terminale lungo una serie di tornanti che vanno sparendo man mano che si guadagna quota. Seguendo le tracce di passaggio, senza percorso obbligato, si superano così gli ultimi metri che ancora ci separano dalla vetta del monte Flagjel (m 1467, grande croce, vasto panorama verso la pianura). 
Ridiscendere per il medesimo itinerario fino alla insellatura ad ovest del Cuel dai Poz. Seguendo le rade segnalazioni CAI oltrepassare la staccionata ed iniziare la discesa sull'opposto versante. Dopo una marcata curva a destra in breve si raggiungono i pendii erbosi di malga Cuar (1219 m) . Da qui, tramite la carrareccia, proseguire in direzione est risalendo moderatamente fino al punto più elevato (1271 m). Quindi, con una lunghissima serie di tornanti dapprima sul versante settentrionale e poi su quello orientale, raggiungere la strada asfaltata a poca distanza dal Cuel di Forchia. Al bivio prendere a destra ricongiungendosi così al punto di partenza.


Dislivello: 700 m
Lunghezza: 13,5 km
Tempo:  ore 5
Altezza max: 1467 m
Altezza min: 854 m
Difficoltà: EE

Scritto da Ciro Cargnelli   
03/04/2011 - 12:13
Ultimo aggiornamento ( 03/04/2011 - 12:16 )
 
3 aprile 2011 - Canal di CUNA
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A causa del tempo incerto la gita, in programma per domenica 27 marzo, è stata rimandata alla domenica successiva, 3 aprile 2011.

Alla scoperta della valle abbandonata

Questa è un’escursione, e al tempo stesso un viaggio nella memoria, in una bellissima vallata incredibilmente abitata, sino alla metà degli anni 50’; si tratta della Val di Cuna (Prealpi Carniche Occidentali), stretta tra la Val Tramontina e la Val d’Arzino, attraversata dal torrente Comugna le cui acque smeraldine a tratti impetuose, formano cascate, pozze e canyon dalla bellezza sconvolgente. Gli abitanti chiamati Cjanaglins, formarono piccoli insediamenti lungo tutto lo sviluppo della vallata, fin nei luoghi più reconditi; la borgata principale era quella di San Vincenzo (Pascalon); colpisce che la valle era raggiungibile solo tramite sentieri, non esistevano allora, come oggi, strade di accesso. La comunità raggiunse il suo massimo sviluppo nel 1861: 16 nuclei familiari per un totale di 119 persone. Oggi di tutto questo rimangono molti ruderi, a testimonianza della comunità che qui risiedeva, ma  soprattutto una valle ancora intatta dal punto di vista naturalistico, e dal fascino particolare.
Chiesetta - Foto Luca Martino DurìIniziamo la nostra escursione da Selva Piana (749 m), dopo aver risalito la stretta e ripida stradina asfaltata che diparte da Tramonti di Mezzo. Poco dopo, imbocchiamo sulla sinistra (ometto) il sentiero che ci permette di tagliare un lungo tratto della strada. In breve raggiungiamo Forchia Zuviel (890 m), dove già troviamo alcuni vecchi ruderi. Sulla sinistra il sentiero 830, segue per un tratto un’affilata cresta boschiva, dalla quale si aprono splendidi balconi sulla Val Tramontina e sulla Val di Cuna. Con divertente saliscendi e mantenendosi pressoché in quota, il sentiero taglia i ripidi pendii del monte Ciuf e di altre piccole cime secondarie; tra rade macchie di pino nero, la visuale rimane sempre aperta sulla Val di Cuna. Attraversati alcuni tratti rocciosi, inusuali a quest’altitudine, proseguiamo in direzione delle stalle Gardelin (1028 m) che raggiungiamo dopo un breve tratto ripido. Lasciate le stalle, ora trasformate in ricovero, ridiscendiamo un tratto del sentiero fino a raggiungere un piccolo e isolato rudere, nei pressi del quale scende una traccia non segnalata tra la fitta faggeta. Seguiamo la traccia che talvolta si confonde tra altre, perdendo quota rapidamente, per un breve tratto costeggiamo un rio che poi lasciamo alla nostra destra; poi la traccia si tramuta in mulattiera e in breve raggiungiamo la borgata abbandonata di Mosareit (690 m). Dopo un breve sopralluogo ai ruderi, proseguiamo ora nel bosco con qualche difficoltà di orientamento, dovuta alla grande quantità di fogliame che copre qualsiasi traccia. Dopo qualche tentativo, all’improvviso giungiamo in vista della borgata principale della vallata, San Vincenzo (Pascalon, 580 m) costruito sulle sponde del torrente Comugna. Visitati i ruderi rimasti e la chiesetta ristrutturata dagli Alpini in anni recenti, proseguiamo lungo il sentiero 810, che con percorso sinuoso, attraversa tutta la vallata costeggiando a breve distanza il corso del torrente Comugna. Scorci di pura e selvaggia bellezza, ci accompagnano lungo tutto il percorso; alcuni ponti costruiti negli anni 30’, ci permettono di passare da una sponda all’altra del torrente, dandoci modo di osservare al meglio visuali indimenticabili. Scendiamo fino alla confluenza con il rio Giaveada (487 m), in prossimità dell’ultimo ponte e dei ruderi di Piedigiaf. Da qui il Comugna piega decisamente verso sud e percorre gli ultimi chilometri del suo corso, prima di gettarsi nel torrente Arzino, incuneandosi in profondi e caratteristici canyon che valgono un’altra escursione. Ci spingiamo ancora avanti per qualche centinaio di metri, superando con difficoltà un guado, e poi ritorniamo sui nostri passi ripercorrendo a ritroso il sentiero 810, fino a giungere nuovamente a San Vincenzo. Da qui, proseguendo sul comodo sentiero 810, ci aspettano gli ultimi 300 metri di dislivello che ci porteranno nuovamente alla Forchia Zuviel (890 m). Dalla forchia, con itinerario di poco più lungo, possiamo scendere a Selva Piana usufruendo del tratto di strada non asfaltato, in alternativa al sentiero percorso in precedenza.

Da Selva Piana (Tramonti di Mezzo) 749 m.
Disl. 700 m - Tempo totale ore 6.00 (E).
Coordinatrici: Daniela Vergolini e Ilaria Taverna.

Scritto da Luca Martino Durì   
17/03/2011 - 16:39
Ultimo aggiornamento ( 27/03/2011 - 23:11 )
 
Assemblea generale ordinaria 2011
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CLUB ALPINO ITALIANO
Sez. di CERVIGNANO DEL FRIULI
“Giusto Gervasutti”
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Si svolgerà in prima convocazione mercoledì 23/3/11 alle ore 12.00 e in seconda convocazione
Giovedì 24 marzo 2011 alle ore 21.00
presso la
Sede sociale
Via Garibaldi, 18, Cervignano del Friuli
con il seguente ordine del giorno:
1
 Nomina del Presidente e del Segretario dell'Assemblea;
2  Relazione del Presidente sull’attività svolta nel 2010;
3  Lettura del bilancio consuntivo 2010 e preventivo 2011;
4
 Relazione del Collegio dei Revisori dei conti;
5  Approvazione della relazione del Presidente e dei bilanci;
6  Ratifica dei canoni associativi 2011 e delega al C.D. per la determinazione dei canoni 2012;

 Determinazione della quota d’iscrizione alle gite sociali;
8
 Nomina dei delegati alle assemblee generali del CAI;
9
 Modifica del “Regolamento per l’uso dei libri e dei materiali;
10
 Varie ed eventuali;
11
 Consegna dei distintivi di socio cinquantennale.
12
 Consegna dei distintivi di socio venticinquennale.

Tutti i soci sono chiamati a dare il loro contributo di partecipazione attiva a questo importante momento della vita della nostra associazione.
IL PRESIDENTE
(Cristian Boemo)

I rinnovi dell’associazione per il 2011 saranno raccolti nella sede dell’assemblea esclusivamente prima dell’inizio dei lavori.
Scritto da boemo   
14/03/2011 - 10:59
Ultimo aggiornamento ( 14/03/2011 - 11:10 )
 
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