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04 Maggio 2008 - MONTE ZERMULA (2143 m)
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Il monte Zermula, ed in particolare la Punta Cul di Creta, ha rappresentato, sul fronte carnico della Grande Guerra, uno dei capisaldi fondamentali delle linee italiane. Per questo i resti delle trincee presenti su tutti i versanti del monte sono innumerevoli e molto ben conservati. Questa gita ci conduce in cima al monte percorrendo l’intera cresta ovest e passando, appunto per Punta Cul di Creta.
Dalla strada provinciale per Cason di Lanza, di fronte all’osteria da Nelut, si diparte la strada forestale che sale alla casera Zermula. Dalla casera, poi, si continua lungo la stessa strada che, all’altezza di casera la Valute, viene sostituita da un’ agevole mulattiera di guerra. Si sale, quindi, per un lungo tratto fra resti di trincee fino a passare poco sotto la Punta Cul di Creta di quota 1913 m. Da questo punto si percorre l’intera cresta del monte su un percorso a tratti un po’ esposto su balze rocciose e ripidi pendii erbosi fino a raggiungere l’anticima ovest e con due brevi saliscendi la cima principale.
Per il ritorno si segue il medesimo itinerario.
Carta: Tabacco 09
Dislivello:  1050 m
Difficoltà:  E
Altitudine min:  563 m
Altitudine max: 2143 m
Tempo salita:  3,30 ore
Tempo discesa:  2,00 ore
Trasporto:  Mezzi propri
Coordinatori:  Ferdinando Castellan e Cesare Parise

Scritto da Giorgio   
12/04/2008 - 12:55
Ultimo aggiornamento ( 28/04/2008 - 19:50 )
 
27 Aprile 2008 - ”IL COMPLESSO FORTIFICATO DEL MONTE DI RAGOGNA”
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Apprezzata la bella vista sull’ancora integro Tagliamento, dalla località Tabine ci si dirige verso il ponte. Portatisi dinnanzi al Castello di Reunia, si prosegue verso il bosco, per deviare lungo l’ex strada bellica proveniente da Pontaiba. Questa s’immette sulla rotabile turistica dalla quale si stacca l’imbocco della mulattiera d’arroccamento originale, variante che s’arrampica sul crinale intagliando le aspre e suggestive balze settentrionali per le quali si perviene ai resti della Batteria permanente.
Qui sono presenti numerose vestigia, che custodiscono alcune scritte a matita lasciate dai soldati di presidio al monte durante il conflitto. Rilevanti sono, altresì, i ruderi del sovrastante impianto idrico e delle vicine piazzole per le artiglierie. Per facile sentiero si cavalca l’intera panoramicissima dorsale, lambendo talvolta gli elementi della terza linea difensiva e gli sbocchi delle varie ramificazioni della mulattiera d’arroccamento, sino a conquistare l’estremità nord-est del crinale, presso la Batteria permanente. Oltre le polveriere blindate, emerge Forte del Cavallino. Recandosi per i trinceramenti sommitali alla chiesetta di San Giovanni, si procede alla volta dei capisaldi del Cret dal Louf e della Spice, esplorando le vicine postazioni della seconda linea di resistenza. Furono i solchi in cui si combatté la battaglia dell’ottobre-novembre 1917. Lungo la strada asfaltata o l’antico parallelo tracciato, si sfiorano le trincee più avanzate, teatro di ben sette assalti imperiali respinti, si scende a Muris e ci si riporta al punto di partenza.
Scritto da Giorgio   
12/04/2008 - 12:53
Ultimo aggiornamento ( 21/04/2008 - 10:43 )
 
13 Aprile 2008 - MONTE RODICA (1966 m)
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Meta di questa gita la bella e pittoresca Val Baška. Dal 1218 i patriarchi di Aquileia Bertoldo, prima, e Bertrando, poi, agevolarono con esenzioni fiscali l’immigrazione di famiglie tirolesi per colonizzare la Val Baška creando così un’isola linguistica tedesca che originò le frazioni di Rut, Grant e altre. Di queste Rut fu la più importante ed infatti vi trovarono sede sia la parrocchia sia l’autorità amministrativa e giudiziaria. Il simbolo del potere era una sciabola con incisa la data 1414 tutt’ora conservata.
A Rut si può ammirare un grande tiglio di 400 anni la cui circonferenza misura ben 8 metri.
Ed è da questa località (671 m) che inizia la nostra escursione lungo un sentiero che sale verso il Monte Rodica  tra pascoli e settori boscosi. A quota 1200 m si incontra la strada forestale, proveniente da Rut, che si segue per un breve tratto, per poi riprendere il sentiero erto e con numerose svolte.
Raggiunta la Mladinska koèa (1329 m) si prosegue per il ripido sentiero che conduce al Špicasta kupa (1662 m).
Il sentiero riprende ripido e con ampie svolte tra macchie di mughi e, superato lo spallone Peci (1727 m), lungo il crestone erboso sud raggiunge la cima panoramica del Rodica (1966 m).
Per il ritorno si segue il medesimo itinerario.
Carta: -----------
Dislivello:  1300 m
Difficoltà:  E
Altitudine min: 730 m
Altitudine max: 1192 m
Tempo salita:  3,50 ore
Tempo discesa:  2,30 ore
Trasporto:  Mezzi propri
Coordinatori:  Daniela Molinari e Bruno Mocenigo
Scritto da Giorgio   
12/04/2008 - 12:46
Ultimo aggiornamento ( 12/04/2008 - 12:47 )
 
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