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18-19 Luglio 2009 - Monte AGNER Ferrata Stella Alpina (2872 m)
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Il monte Agner è il simbolo della Val Agordina ed è pure una delle più impressionanti formazioni rocciose delle Dolomiti. Si erge sulla Val S. Lucano come un gigantesco obelisco, con la sua parete nord alta quasi 1600 metri. La ferrata Stella Alpina, che porta alla cima in alternativa al primo tratto della via normale, è considerata una delle più difficili delle Dolomiti. Si sviluppa in un breve ma ardito tracciato verticale ed esposto. Da Frassenè si segue il sentiero CAI n. 771, che segue il percorso della seggiovia, ed in circa 1 ora e 3/4 ci porta al rifugio Scarpa.
Il secondo giorno, dal rifugio Scarpa si prende il sentiero che conduce alla via normale dell’Agner e dopo circa 30 minuti si incontra l’inizio della via ferrata. Si inizia per un canalino attrezzato che porta ad una forcelletta e quindi al vero attacco della via. Le corde fisse, ben tese, aiutano la salita della parete verticale a tratti ben gradinata fino al traverso che ci conduce sul lato sinistro dello spigolo strapiombante. Ancora si sale per placche verticali fino a giungere al termine della via ferrata. Si continua per facili roccette e tratti di sentiero fino in prossimità del bivacco, dove si sale lungo la grande distesa rocciosa inclinata, si scende leggermente per una  conca detritica, si sale ancora alla forcella del Pizzon e da qui per gradoni al bivacco Biasin. Dal bivacco un sentiero attrezzato sale per gradoni lungo la parete ovest ed il grande spigolo e con roccia ben gradinata e piccole cenge giunge alla sommità di un pilastro. Passato un profondo intaglio si procede lungo la cresta ovest ed infine, per roccia meno ripida, si raggiunge la cima.
La discesa si svolge lungo la via di salita fino al bivacco, quindi per la via comune, a tratti attrezzata e seguendo il canalone principale si raggiunge la base e da qui il rifugio Scarpa.

Carta:    Tabacco 022
1° Giorno
Dislivello:     700 m
Difficoltà:     T
Altitudine min:     1084 m
Altitudine max:    1742 m
Tempo di salita:     1,45 ore
2° Giorno
Dislivello:     1150 m
Difficoltà:     EEA
Altitudine min:     1742 m
Altitudine max:    2872 m
Tempo di salita:     4,15 ore
Tempo di discesa:     4,00 ore fino a Frassenè
Trasporto:     Mezzi propri
Coordinatori:     Giorgio Mauro e Ottaviano Braida
Scritto da Giorgio   
19/06/2009 - 20:32
 
12 Luglio 2009 - Le Malghe del MONTE OSTERNIG
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Alla base del monte Osternigh su due selle, sella Lom e sella Bistrizza, che segnano il confine tra Austria ed Italia si possono ammirare due pittoreschi villaggi pastorali dove è ancora molto attivo il pascolo del bestiame.
Superato il paese di Ugovizza, antico villaggio già menzionato nel XIII secolo e dove ha sede la chiesa più antica della vallata, si raggiunge il pianoro dove fino a prima dell’alluvione del 2003 esisteva il rifugio Nordio. Lasciata l’auto ci si incammina verso nord lungo la nuova strada forestale che sale nell’ombroso bosco di abete tagliando gli strati fosilliferi del monte Gozman. Al bivio di quota 1470 si prende a destra ed in breve si giunge alla bella sella Lom dove ci si può affacciare sul magnifico comprensorio pastorale della Dolinza Alm.
Si tagliano quindi in quota le pendici dell’Osternig fino a ricongiungersi con il sentiero CAI n. 507 che si segue in salita fino ai ridenti terrazzamenti digradanti da sella Bistrizza, occupata da un pittoresco villaggio pastorale.
Da sella Bistrizza si segue il sentiero 507, verso sud, salendo leggermente fino alla cappella della Madonna della Neve e da qui in discesa fino alla sella Pleccia. Alla sella si prende a destra entrando definitivamente nel bosco dove un sentiero scende dap-prima dolcemente e poi più decisamente fino alla carrareccia che ci riconduce al parcheggio.

Carta:    Tabacco 019
Dislivello:     550 m
Difficoltà:     E
Altitudine min:     1210 m
Altitudine max:    1750 m
Tempo totale:     4,00 ore
Trasporto:     Mezzi propri
Coordinatori:     Livio Sverzut - Alessandro Filippo
Scritto da Giorgio   
19/06/2009 - 20:26
 
4-5 Luglio 2009 - GRAN PILASTRO - HOCHFEILER (3509 m)
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dal sito: it.wikipedia.org/wiki/Rifugio_Gran_PilastroIl Gran Pilastro  è la vetta più alta delle Alpi Aurine. Raggiungere la cima non richiede doti particolari. Anche se siamo ad inizio stagione è necessario un minimo di allenamento per sopperire alla quota elevata, saper usare piccozza e ramponi utili sul ghiacciaio e nevai che attraverseremo.
La salita partirà dal rifugio Ponte di Ghiaccio Hedelrautehutte 2545, eretta 100 anni fa dal club alpino viennese e che  si raggiunge dal lago di Neves in poco più di due ore per semplice sentiero.
Percorrendo il sent n. 1 raggiungeremo la Forc. Bassa di Punta Bianca (2974 m) dopo la quale, scesi un centinaio di metri, attraverseremo il Ghiacciaio del Gran Pilastro. Alla fine del traverso saliremo per il versante sudoccidentale della montagna, lasciando due dorsali rocciose sulla destra e raggiungeremo, dopo un’altura, un   bacino leggermente ascendente. Lo risaliremo attraversando a sinistra una piccola vedretta, per incrociare la normale che proviene dal Rif. Gran Pilastro, sulla cresta occidentale, che probabilmente sarà coperta di neve. Da qui la cima è vicina e la raggiungeremo percorrendo una stretta cresta di neve e rocce. Dalla croce di vetta si gode di un panorama a 360° su tutto il gruppo delle Alpi Aurine. Se le condizioni del terreno non ce lo consentiranno, la salita alla cima potrebbe essere fatta passando dal rifugio Gran Pilastro. E’ leggermente più lunga ma più facile tecnicamente.

Carta:    Tabacco 037
1° Giorno
Dislivello:     685 m
Difficoltà:     E
Altitudine min:     1860 m
Altitudine max:    2545 m
Tempo di salita:     2,00 ore
2° Giorno
Dislivello:     965 m
Difficoltà:     EEA
Altitudine min:     2545 m
Altitudine max:    3509 m
Tempo di salita:     4,30 ore
Tempo di discesa:     5,00 ore fino al lago di Neves
Trasporto:     Mezzi propri
Coordinatori:     Cristian Boemo e Giannino Bigaran
Scritto da Giorgio   
19/06/2009 - 19:57
 
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