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L'epidemia risparmia i camosci friulani |
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I risultati del censimento fra alta val Tagliamento e Pordenonese. Tremila camosci segnalati all'interno del Parco naturale delle dolomiti friulane sorto fra l'Alta val Tagliamento e il Pordenonese. Sono stati resi noti i dati sui censimenti effettuati dale guardie forestali a dalle riserve di caccia, all'interno del parco naturale delle dolomiti friulane. Nel Parco delle Prealpi Giulie all'ombra del Canin invece gli esperti segnalano un numero di circa 250 camosci, 40 stambecchi e oltre 100 sul monte Plauris a conferma della buona salute della fauna in Alto Friuli.
Da "MessaggeroVeneto" Giovedì 1 Setembre 2005
A detta degli esperi faunistici, i risultati sono molto confortanti, sopratutto per gli ungulati, la cui popolazione si è moltiplicata di anno in anno, in alcune specie gli animali si sono quadruplicati nell’arco di un decennio. Il nuovo piano pluriennale di gestione della fauna 2005-2007 del Parco delle dolomiti friulane, si sta concentrando molto sul monitoraggio dello stato di salute degli animali per cercare di evitare l’attacco della malattia, la Rogna Scroptica causata da un acaro, che nel vicino Veneto sta mietendo migliaia di capi tra stambecchi e camosci. Tale malattia, probabilmente a causa della barriera determinata dal fiume Piave e dalle strade che collegano la stretta valle dello stesso nel bellunese, che non permette comodi passaggi di animali dalla sponda orografica destra a quella sinistra del fiume sacro alla patria, per ora ha risparmiato i territori del Parco naturale delle dolomiti friulane. I recenti prelievi di sangue su 40 bestie hanno evidenziato solo 2 casi di positività, il che fa ben sperare per la salvaguardia di questi animali selvatici. Attualmente la popolazione del parco ha raggiunto una consistenza ottimale e conta: 3 mila camosci 250 stambecchi e 290 cervi. Intanto il presidente del Parco stesso, Marino Martini, ha comunicato ai Comuni del parco, Forni di Sopra e Forni di Sotto, che tutti i cacciatori residenti o che abbiano risieduto per almeno 15 anni, nei comuni interessati dal parco, e soci delle corrispondenti riserve di caccia possono partecipare ad attività di prelievo faunistico, qualora lo desiderino, facendo domanda entro il 20 settembre. Il presidente rimanda, per ciò che concerne i prelievi all’interno della zona di parco, al Piano di prelievo controllato a al relativo regolamento. Buone notizie anche dai 10 mila ettari del Parco delle Prealpi giulie. Da Resia gli esperti segnalano la presenza di 100 stambecchi sul monte Plauris e di una 40 sul Canin. Quanto ai caprioli, nell’area controllata (che và oltre il confini naturali del parco) ne sono stati segnalati 250. Più difficile invece la stima per quanto rguarda i cervi presenti comunque in buon numero. |
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Scritto da maxcuntin
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24/10/2005 - 01:59 |
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Ultimo aggiornamento ( 01/09/2007 - 00:09 )
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