Durante una gita sociale sulle prealpi Carniche, purtroppo una delle poche che sono riuscito a frequentare, il nostro preparatissimo capo gita ci ha indicato delle tracce d’orso che intercettavano il sentiero. Mentre i gruppo ha proseguito a buon passo la sua marcia verso la meta finale, io e un altro “ingenuo” non abbiamo potuto fare a meno d’inginocchiarci a fare delle foto, a immaginare l’orso in quello stesso luogo, a toccare con la nostra mano dove lui aveva posato la sua “mano” e così via a fantasticare.
 Cosa centra questa mia personale esperienza con Interreg? Anzi cos’è stò Interreg? Per Interreg si intende un programma di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Slovenia, per la gestione sostenibile delle risorse faunistiche, di cui è responsabile la Regione Friuli V.G.-Direzione centrale risorse agricole, naturali, forestali e montagna. Patners del progetto sono Università degli studi di Udine (Dipartimento di Scienze Animali), Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Università di Lubiana (Facoltà di Medicina Veterinaria) e l’Associazione Slovena dei Cacciatori. L’area d’intervento di detto progetto comprende le aree di confine del Friuli, in particolare della provincia di Udine e della Slovenia; un area con presenza stabile di diverse specie di ungulati e carnivori, con dei corridoi ecologici di fondamentale importanza, che permettono fenomeni di diffusione e migrazione di queste specie. Tutto questo è stato organizzato in tre diversi sottoprogetti, uno dedicato al monitoraggio ed alla gestione venatoria di ungulati, uno al monitoraggio dello stato sanitario e nutrizionale di queste specie e l’ultimo al monitoraggio ed alla conservazione dei grandi carnivori. In particolare quest’ultimo sottoprogetto si propone di definire protocolli comuni per il monitoraggio dei grandi carnivori; costituire un sistema di monitoraggio utile anche a verificare il livello di attuazione di altri programmi comunitari; studiare la distribuzione l’uso apparente dell’habitat la dimensione e le caratteristiche genetiche delle popolazioni di orso, lince e lupo nell’area transfrontaliera attraverso l’uso di diverse tecniche; studiare l’uso dell’habitat e i fenomeni di diffusione e migrazione dell’orso e della lince mediante GPS; definire dei modelli di vocalizzazione delle diverse aree del territorio per le specie di grandi carnivori ed individuare dei corridoi ecologici; inserire tutti i dati relativi alla presenza di orso, lince e lupo in un database comune.
 Sempre per quanto riguarda i grandi carnivori, in Friuli V.G. in base ai risultati ottenuti con sistemi di monitoraggio indiretto, si stimano la presenza di circa 5-10 linci e 10-15 orsi. Per quanto riguarda il lupo si può supporre che questa specie abbia fatto delle comparse transitorie legate alla diffusione di individui subadulti, singoli o al massimo in coppia, che si sono mossi solo per alcune settimane nel nostro territorio. Ormai è certa anche la presenza del cane procione e dello sciacallo dorato. In Slovenia le cifre sono “leggermente” diverse, si stimano 450-600 orsi, 50-100 linci e 50-100 lupi. Va bè, capito, ma il CAI cosa centra con tutto questo? Se noi andiamo a leggere l’articolo 1 dello statuto del CAI troviamo: Il Club Alpini Italiano, fondato in Torino nell’anno 1863 per iniziativa di Quintino Sella, libera associazione nazionale, ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la CONOSCENZA e lo STUDIO della montagna, specialmente di quella italiana, e la DIFESA DEL LORO AMBIENTE NATURALE. Quindi anche conoscenza e difesa! Il Progetto Interreg è indirizzato principalmente alle associazioni venatorie italiane e slovene, ma è rivolto anche a tutti coloro che frequentano, magari con diverse motivazioni, gli ambienti naturali. “Ma voi del CAI andate nei posti più disparati” mi ha detto un giorno il Dott. Stefano Filacorda, ricercatore dell’Università di Udine, non ché coordinatore degli studi sugli animali selvatici. E mi ha lanciato un’idea: “Potremmo fare qualcosa assieme!”. Praticamente ai ricercatori servono dati, più dati hanno a disposizione e più sono contenti, noi escursionisti possiamo fornirgliene. Come? Se ogni volta che abbiamo la fortuna d’imbatterci nelle tracce di un grande carnivoro, lo segnaleremo, contribuiremo a rafforzare la rete delle conoscenze che si và formando sul nostro territorio. Rete perché formata da diversi fili, che magari hanno spessori diversi, ma un obiettivo comune, la conoscenza. Personalmente ritengo che senza conoscenza non può esserci nemmeno tutela. Possiamo limitarci a godere della natura che andiamo a visitare o scegliere di far parte attiva tra coloro che la tutelano. Scattare una foto non costa poi tanto (se digitale ancora meno) e farla vedere all’Operatore Naturalistico della propria sezione o alla Guardia Forestale o spedirla direttamente al Dott. Filacorda (
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) non potrà che riempirvi d’orgoglio. Ma le collaborazioni potrebbe andare oltre, per esempio pubblicazioni, escursioni guidate, conferenze, o quant’altro. Già in tale ottica il Dott. Filacorda parteciperà alla SETTIMANA ESCURSIONISTICA NAZIONALE che si svolgerà dal 18 al 24 GIUGNO 2006 in CARNIA, organizzata dal Comitato Scientifico Friuli-Veneto del CAI. Non mancate!
Mandj da Massimo |