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Vogliono cambiare la normativa sulla mobilità in montagna. |
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Una vera rivoluzione per quanto riguarda la mobilità in montagna, l’assessore regionale Enzo Marsilio intende, presentare una proposta per cambiare la legge regionale 15 del 1991 che regola il passaggio sulle piste forestali. Già questa estate a Sauris è stato messo in atto un servizio di gite in montagna con i quad, le moto a quattro ruote adatte ai percorsi accidentati e l’uso delle moto su mulattiere e sentieri della montagna friulana pare essere sempre più diffuso.
La legge 15 del 1991, è la norma che proibisce di percorrere con mezzi a motore tali piste, fatti salvi i mezzi di persone che hanno attività economiche in montagna o con permessi particolari dei comuni. Marsilio pensa invece, di aprire al traffico queste piste (1645 km), ipotizza di far pagare un pedaggio, magari con il sistema dei bollini da esporre sul parabrezza, per finanziare così la costosa manutenzione delle piste forestali. Propedeutica a questa rivoluzione potrebbe essere una serie di lavori finanziati con un milione e quattrocento mila euro dal Governo per la sistemazione delle piste forestali del Friuli. Anche la trasformazione della mulattiera di Gracco in pista forestale, che ha suscitato aspre polemiche tra Legambiente e il comune di Rigolato, si inserisce nella logica di una maggiore motorizzazione della montagna, dato il previsto collegamento con la “Panoramica delle vette” strada su cui, tra l’altro esiste una evidente e ignorata contraddizione. E’ infatti asfaltata fino a quasi quota 2000 dal versante di Comeglians e chiusa al traffico invece dalla parte di Ravascletto, anche se il comune non si preoccupa di far rispettare questa chiusura. Ci sono alcune cosucce che non capisco. Non so quante volte mi è capitato d’imbattermi in nuove piste forestali, di dubbia utilità se non di certa dannosità (vedi M. Mia per esempio). Quante volte mi sono imbattuto in piste lasciate andare in degrado? E quante volte ho notato gli alberi tagliati per far posto alla nuova pista, andare marci? Ma non dovevano facilitare l’esbosco? E chi controllerebbe gli autorizzati al traffico, se i comuni già non ce la fanno? Non è per caso che queste piste sono un business in quanto tali e non per il loro reale utilizzo? Ma no avrebbe più senso terminare l’ormai storico traforo per Forni di Sopra? O sistemare la franosa viabilità in val Degano? E a Paluzza questa estate c’era l’acqua potabile? Non sarebbero questi interventi che faciliterebbero il turismo? E poi il turismo non dovrebbe essere rispettoso della natura? Si lo ammetto, sono limitato. Perciò ho deciso di spedire una e-mail, dove cercherò d’illustrare il mio concetto di andare in montagna con rispetto e i dubbi che mi sono sorti quando ho saputo di quanto stanno cercando di fare, ai seguenti indirizzi: AIAT Carnia
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Sindaco di Sauris
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Vice Sindaco Sauris
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Assessore Sauris
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Assessore Sauris
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Segreteria Rigolato
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Segreteria Ravascletto
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Assessore Regione Viab. Trasp.(Sonego L.)
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Assessore Regione Agricoltura.(Marsilio E.)
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Mi toglieranno qualche dubbio? Magari scrivetegli anche voi!
Sempre mandj da Max |
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Scritto da maxcuntin
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26/09/2006 - 11:04 |
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Ultimo aggiornamento ( 01/09/2007 - 19:20 )
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