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LA VALLE DEL PICCHIO NERO
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Vi sono luoghi nei quali la bellezza del paesaggio, la vita della fauna e la storia umana si intrecciano tra loro e ciò li rende speciali. Questo è il caso della nuova Riserva naturale della Regionale Friuli, la Val Alba, nel comune di Moggio Udinese, inaugurata Domenica 26 Settembre. Finalmente si compie un progetto partito 30 anni fa, anche se manca ancora l’accordo di programma tra il Comune e la Regione Friuli per l’individuazione del gestore. La riserva, che si estende per circa 3000 ettari, comprende un territorio integro e selvaggio, situato nel settore orientale delle Alpi Carniche meridionali, ricco di acque cristalline, creste rocciose, boschi impenetrabili e testimonianze lasciate dall’uomo e dalle sue attività. Il comprensorio interessato, posto fra i due bacini idografici solcati dal rio Alba e dal rio Simon, racchiude al suo interno anche un sito di importanza europea, il “ Çuc dal Bôr”.
L’idea di tutelare tali risorse naturali nacque già trent’ anni fa a Moggio Udinese, quando il Comune cedette alla Regione Friuli una parte del suo territorio in vista della realizzazione di un’ area protetta, che però non fu mai realizzata e cadde nel dimenticatoio della burocrazia. Ma nel 2004, tale intento comunale è stato inserito nel progetto europeo Ipam Toolbox, finanziato con i fondi del programma Interreg III B Cadses, facendo il miracolo. Il progetto della Val Alba è stato inserito, all’interno di questo progetto europeo.
Ne è seguito, all’insegna di un percorso di partecipazione pubblica, un anno di studi, incontri e confronti con la popolazione, le associazioni, gli enti interessati, conclusosi con l’individuazione del territorio da includere nella nuova riserva, del logo identificativo e delle linee guida per la sua gestione. Ma per l’avvio della gestione della riserva, che ha per simbolo il picchio nero, si dovrà attendere l’accordo di programma tra il comune di Moggio Udinese e la Regione Friuli per l’individuazione del gestore. Pare che sarà il vicino Parco delle Prealpi Giulie a coprire questa funzione, ma poco importa, fondamentale è che sia stata finalmente realizzata la riserva, che permetterà una maggiore conoscenza e tutela di tale gioiello naturalistico completamente spopolato. Si tratta infatti di una zona ricca di grandi faggete e di un rilevante patrimonio di ungulati e di avifauna, visibile percorrendo i numerosi sentieri immersi nel silenzio di ambienti selvaggi e incontaminati. Non dimentichiamo che la riserva vanta un importante sistema di acque, con tracce ancora visibili dell’attività umana che vi si è svolta per secoli, in perfetta sintonia con l’ambiente naturale: i resti di antiche chiuse “stuis”, sbarramenti costruiti con tronchi e pietre, che creavano bacini artificiali utilizzati per far fluire a valle il legname; vecchie fornaci di calce dalla caratteristica forma circolare, non che quanto rimane delle fortificazioni della grande guerra.
Sono pertanto molteplici i motivi che possono indurre a visitare la riserva della Val Alba: l’amore per la natura, per la storia, per le tradizioni.

Mandj da Max
Scritto da maxcuntin   
02/11/2006 - 11:06
Ultimo aggiornamento ( 01/09/2007 - 19:20 )
 
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