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Ancora autostrade sulle montagne friulane? |
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Ci sono forti interessi economici che spingono per il prolungamento dell’autostrada A27, da Longarone all’ingresso in Cadore e fino ad Amaro. Ci dobbiamo quindi rassegnare ad una Carnia sfregiate da cave e solcata da elettrodotti ed autostrade?
La considerano una priorità il presidente della Regione Friuli, Riccardo Illy e l’assessore alla Mobilità, Lodovico Sonego e Mario Tremonti sindaco di Lorenzago; così pure il governo Prodi e in particolare il ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro. La pensano diversamente alcuni sindaci della Val Tagliamento che preferirebbero avere una strada statale con meno curve di quella esistente o comunque una superstrada, aperta al territorio e non un’autostrada che lo attraverserebbe e basta. Ma anche il presidente della provincia di Belluno, Sergio Reolon, ha puntualizzato che primariamente la sua provincia ha bisogno della ferrovia per Cortina. Il collegamento tra A27 e A22 è compreso nell’elenco delle opere ritenute più necessarie che il Governo ha presentato al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e che il Cipe ha inserito nel piano quinquennale. Non fa parte, invece, del programma delle priorità infrastrutturali presentate dal Veneto. E’ stato presentato uno studio di fattibilità, che si articola in tre lotti, per il 50% in galleria e l’8% su viadotti e la restante parte del tracciato 42%, in sede. Il costo stimato è di 2,2 miliardi, con ipotizzato ricorso al project financing. Questi sono dati che si riferiscono alla nota diffusa dal ministro delle Infrastrutture. Ma sono dati incompleti. Tre sono i progetti predisposti dall’ANAS, in collaborazione con l’allora commissario straordinario alle grandi opere del nord-est, Bortolo Mainardi, ed i costi arrivano fino a 3,5 miliardi di euro. Ora, io sono il solito tardone che continua a farsi domande. Da abitante della bassa friulana non sento altro che parlare di TAV; chi è contro sbandiera i danni che si recheranno all’ambiente per la realizzazione di un opera inutile, oltre allo sperpero di soldi pubblici; chi è a favore che è un opera necessaria per lo sviluppo e che dirotterebbe il traffico su gomma alle rotaie. E proprio questo ultimo punto che mi inquieta: ma se la TAV servirebbe (anche) ad alleggerire il traffico su gomma, perché si continuano a costruire autostrade? Perché si pensa ad alleggerire il traffico sul Brennero, dirottandolo sul Tarvisiano, visto che è destinato comunque a essere trasferito su rotaie? Non è passato molto tempo da quando noi ON Friulani-Veneti, ci siamo trovati sul Matajur (grazie ancora Loretta), a riflettere sul concetto di “corridoio ecologico”. A chiederci: chi vivrebbe in un corridoio? La montagna friulana, dalla Carnia al Canal del Ferro, alla Valcanale, a Resia, alle valli del Torre e del Natisone, continuano a soffrire di sottosviluppo economico e sociale. Non si vede inversione di rotta, il dissanguamento prosegue inarrestabile. A ciò può aiutare l’autostrada Cadore–Carnia? O l’elettrodotto Wurmlach-Somplago? O l’elettrodotto che attraverserebbe la valle del Natisone? O la TAV che pare devierà verso Tarvisio? Sono io che non capisco, lo ammetto, ma ho la sensazione che le grandi infrastrutture viarie ed energetiche, così come progettate, assegnino alla mia terra l’infausto ruolo di corridoio, di mero passaggio tra Venezia e Lubiana o più a nord verso Budapest. Ci stiamo trasformando da una regione di servitù militari, a una regione di servitù di passaggio? Mi conforta il fatto che diverse persone non capiscono, si sono formati diversi comitati che intendono fare chiarezza. A chi interessa consiglio di fare una visitina al sito: www.comitatidellacarnia.splinder.com
Mandj da Max |
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Scritto da maxcuntin
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22/01/2007 - 11:21 |
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Ultimo aggiornamento ( 01/09/2007 - 19:19 )
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