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Durante la giornata FAI–CAI dell’anno scorso, quando abbiamo conosciuto meglio la Fortezza di Osoppo, i partecipanti ci hanno piacevolmente sorpresi ed inorgogliti, grazie all’interesse con cui ci hanno seguito durante il percorso. Ma ci hanno anche colto parzialmente impreparati, con diverse domande del tipo: ma voi del CAI, fate altre di queste escursioni? Di solito non camminate (o peggio) e basta?
Questi quesiti, anche in considerazione del numero di partecipanti che abbiamo avuto (un centinaio, con la Roby costretta a lasciare a casa altre persone per giusti motivi assicurativi), ci hanno fatto sorgere (complici le deliziose cenette della Teresa) altre domande: perché non tentiamo di organizzare altre escursioni simili? Perché non continuare a collaborare tra sezioni CAI su questi temi? Abbiamo abbandonato l’individualismo ed eccoci qua, con altre tre proposte intersezionali per il 2007: il 13 Maggio, l’ 8 Luglio e il 7 Ottobre. Anche queste tre escursioni hanno come minimo comune denominatore il camminare attenti. Attenti sia alla storia, che alla natura, che all’uomo. Attenti ai tempi, adatti più alla comprensione che alla competizione. Eccovi una descrizione sintetica delle tre giornate:
13 MAGGIO VALLE DI PREONE – M. PEZZEIT Carta Tabacco 13 Dislivello 770 Difficoltà E Altitudine min 700 Altitudine max 1466 Tempo 4 - 5 ore Trasporto mezzi propri Capogita Del Ponte Massimo Peculiarità: geologiche, ritrovamento di fossili SINTESI ITINERARIO Passato l’abitato di Preone (m451) si prosegue sulla strada asfaltata che porta in valle, fino al bivio (m500) che porta al sentiero naturalistico “Lunas”, quindi si procede in auto tenendo la destra fino al divieto di transito (m 700). Dopo aver parcheggiato, si procede con il segnavia CAI 803 ormai divenuto strada forestale fin quasi sulla cima del M. Seluta (m1066), in un bosco misto. Già da questi primi tornanti si possono fare interessanti osservazioni sulle varie sedimentazioni e volgere lo sguardo alla morfologia delle sottostanti “colline carniche”. Proseguendo sul 803, in un bosco ormai a prevalenza di faggio, si giunge sul M. Pezzeit (m1423) e poco dopo alla ex malga Pezzeit di sotto (m1493), recentemente riedificata con funzione di ricovero. Dai restanti prati, situati poco sopra l’edificio è possibile volgere lo sguardo sulla confluenza del torrente Lumiei nel Tagliamento. Per il percorso di rientro si segue il segnativa CAI 803–A, sentiero di 200 m. più interno alla valle del precedente, in un bosco di faggi maturi, che ci condurrà al parcheggio delle auto. A Preone si può anche visitare il piccolo, ma significativo, Museo Paleontologico a Palazzo Lupieri. Ai più volenterosi si propone anche una breve escursione presso il rio Seazza, per apprezzare una ricchezza per certi versi unica. Qui l’erosione e le periodiche piene hanno creato una situazione molto favorevole per lo studio del remoto ed affascinante passato geologico.
8 LUGLIO SENTIERO NATURALISTICO DEL MONTE CJAVAC - PARCO NATURALE DELLE DOLOMITI FRIULANE Carta Tabacco 012 Dislivello 400 Difficoltà EE Altitudine min 452 Altitudine max 784 Tempo 4 ore Trasporto mezzi propri Capogita Nobile Roberta Peculiarità: geologiche, faunistiche SINTESI ITINERARIO Da Andreis prendere la strada che conduce ad Alcheda e parcheggiare prima del ponte sul torrente Ledron (m441), da qui si sale fino ad un’insellatura in corrispondenza di un tabernacolo (Col de Crous). Abbandonato il segnavia CAI che scende verso il greto del torrente Ledron, si prosegue a destra lungo un evidente sentiero che taglia in quota un primo ghiaione. Ci si alza ripidamente lungo una dorsale boscata che porta verso la forcella di Mont Cjavac dove troviamo infine un bivio con cartello che rappresenta il punto più alto dell'intera escursione (m 784) . Si lascia la traccia che prosegue verso l'alto per deviare a destra lungo una comoda cengia erbosa che raggiunge lo stretto intaglio della Pala de le Pittes (m 760). Ora si scende lungo un ghiaione e si arriva sul greto del torrente Susaibes, in località Aga dal Muscle. Il tratto seguente, più comodo, segue il letto del torrente fino ad una briglia. Si attraversa sulla sinistra esi raggiungono i primi muretti a secco nei pressi di alcune abitazioni e dei resti di un'antica fornace (m 456). Da qui una larga mulattiera termina poco dopo sulla rotabile in località Sott'Anzas. Seguiamo la strada in salita verso destra fino a ritrovare sempre sulla destra una mulattiera che si collega alla strada asfaltata che dalla chiesa di San Daniele scende verso l'abitato. Prendere a sinistra per ritornare al parcheggio. Tornando verso Andreis si propone la visita all’area avi-faunistica con le voliere dove sono ricoverati e curati i rapaci feriti.
7 OTTOBRE PAL PICCOLO Carta Tabacco 09 Dislivello 500 Difficoltà E-EE Altitudine min 1360 Altitudine max 1866 Tempo 3 - 4 ore Trasporto mezzi propri Capogita Minisini Loretta Peculiarità: storiche SINTESI ITINERARIO Dal passo M.Croce Carnico (m1360), si imbocca la mulattiera di guerra (segnavia CAI 401) che sale con numerosi tornanti e passaggi sotto le liscie pareti del “settore della scogliera” della palestra di roccia, si prosegue lungo la mulattiera in direzione est, raggiungendo una sella erbosa che divide il Pal Piccolo da uno spallone ricoperto di mughi (m 1839); al bivio segnato si prosegue diritti attraverso un valloncello che ci porta a costeggiare la cupola sommitale del Pal Piccolo sul versante ovest. Lungo il percorso ci si addentra in trincee, camminamenti e postazioni, costruzioni della I° guerra mondiale riattati e forniti di quadri esplicativi, con informazioni dettagliate sulle strategie che erano state adottate durante il conflitto e sulle tecniche e i materiali utilizzati per le fortificazioni. Una salita in un ambiente dove la natura ha cercato di rimarginare le ferite provocate dagli uomini nel corso di una guerra assurda. Il passo di M. Croce Carnico era noto già agli Etruschi, ed essendo il valico più basso e agevole di tutta la dorsale carnica fu utilizzato intensamente dai Romani fin dal II° secolo. Lo testimonia un’epigrafe, relativa alla sistemazione della strada, incisa su un masso nel 373 d.C. che si trova sul tracciato dell’antica strada romana. |
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Scritto da maxcuntin
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27/02/2007 - 12:29 |
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Ultimo aggiornamento ( 01/09/2007 - 19:18 )
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