Posizionate le casse di legno contenenti gli stambecchi, la Forestale ha dato delle indicazioni sul comportamento da tenere e fatto posizionare le persone in modo da formare un ampio corridoio, indicante agli animali la via da seguire. Il momento della apertura delle casse è stato emozionante. Il primo stambecco liberato (per la cronaca, FLORA) è schizzato fuori, per bloccarsi quasi subito disorientato dopo due giorni di viaggio.
All’inizio di questo mese cinque stambecchi prelevati dallo Jof Fuart – Montasio sono stati trasferiti in provincia di Belluno per ripopolare la colonia Marmolada – Manzoni, liberazione avvenuta nei pressi di Malga Ciapela. Scopo di questo trasferimento è quello di rafforzare geneticamente il ceppo degli stambecchi presenti sulle Dolomiti bellunesi, limitando i danni provocati dalla rogna sarcoptica, che in questa zona ha già mietuto diverse vittime, l’80 percento della popolazione è stata decimata. Operazione di introduzione già realizzata con successo lo scorso anno, gli esemplari provenienti dalla colonia Tarvisiana, infatti, hanno già dimostrato di riuscire a resistere agli effetti di questo patogeno. Questo anno sono stati liberati cinque maschi e di età adulta superiore ai sette anni, potenzialmente dominanti sui giovani maschi, quindi dovrebbero riuscire ad accoppiarsi con le femmine presenti in zona. Uno stambecco adulto dovrebbe garantire la fecondazione di almeno sette femmine, perciò le nuove nascite, frutto di questo incrocio, dovrebbero essere geneticamente più forti. E’ previsto anche il monitoraggio e lo studio di questi esemplari, grazie all’installazione sugli animali di speciali collari dotati di emittenti radio. Ma le liberazioni di stambecchi non sono finite, si è replicato Sabato 9 Giugno in provincia di Pordenone in Val Silisia (Tramonti di Sopra), nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Liberazioni facenti parte del progetto, partito nel 2002, di reintroduzione dello stambecco in certe zone del parco, gli stambecchi delle tre immissioni precedenti (2002-2004-2006) hanno occupato principalmente l’area prevista e cioè sul massiccio delle Caserine e Dosaip, solamente 4 capi hanno definitivamente lasciato l’area della nuova reintroduzione, unendosi alla colonna storica e si trovano distribuiti attualmente nei settori centrali e occidentali del Parco. Sia i 15 esemplari liberati l’anno scorso a Claut, che i 5 di quest’anno sono arrivati dalla Svizzera a parziale “indennizzo” degli animali che gli svizzeri, effettivamente rubarono dal Parco Naturale del Gran Paradiso, alla fine del secolo scorso. Ma tornando alla liberazione che ha avuto per teatro la splendida Val Silisia, c’è da dire che anche il pubblico non ha disertato, c’erano infatti almeno 200 adulti ad assistere al evento e più di 50 bambini. Proprio questi ultimi sono stati protagonisti, coinvolti dagli animatori dell’Ente Parco, in giochi per la scelta dei nomi da dare ai 5 animali da liberare. Quando è giunto il trattore con il carro che trasportava gli stambecchi, la loro fantasia aveva già prodotto i seguenti nomi: SPIRIT – FLORA – VIOLETTA – CUORICINO – SAETTA. Posizionate le casse di legno contenenti gli stambecchi, la Forestale ha dato delle indicazioni sul comportamento da tenere e fatto posizionare le persone in modo da formare un ampio corridoio, indicante agli animali la via da seguire. Il momento della apertura delle casse è stato emozionante. Il primo stambecco liberato (per la cronaca, FLORA) è schizzato fuori, per bloccarsi quasi subito disorientato dopo due giorni di viaggio. Ma si è rimesso a correre appena hanno liberato il successivo suo compagno di avventura (CUORICINO), cercando disordinatamente un pertugio tra le persone. Via via sono stati liberati gli altri e quando si sono ritrovati tutti assieme, si sono calmati e si sono fermati a guardarci. Stupiti della libertà riacquistata, non riuscivano a capire da che parte andare, il corridoio umano voleva invitarli a salire su un pendio ghiaioso, dalla cui cima sarebbe stato più facile raggiungere le sovrastanti vette. Pendio che però aveva un cappello erboso che sporgeva, o forse la forzata immobilità li aveva intorpiditi, fatto sta che ci hanno messo un paio di minuti per trovare la via di fuga, ma quando il primo ha trovato la via (SPIRIT) gli altri lo hanno seguito e quando anche il più piccolo (CUORICINO) ce la fatta ci è scoppiato un applauso spontaneo. Si sono fermati ancora un attimo a guardarci stupiti da sopra il pendio e poi sono scomparsi nella boscaglia. Anche il seguito non è stato male, con il rinfresco preparato dalla Pro Loco di Tramonti a base di prodotti tipici, come il formaggio “dal cit” (con il pepe nell’impasto) e la “pittina” (insaccato a base di carne ovina), il tutto innaffiato dai vini delle Grave. Del resto anche questo è un aspetto dell’andare in montagna. |
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Scritto da maxcuntin
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14/06/2007 - 18:37 |
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Ultimo aggiornamento ( 01/09/2007 - 19:18 )
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