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La nostra sezione, anche quest’anno ha collaborato con l’ISIS “Malignani” di Cervignano per il Progetto “Sport in Montagna” traendone una certa soddisfazione, infatti, abbiamo avuto un numero di partecipanti così elevato che siamo stati felicemente costretti a moltiplicare le nostre offerte.
Grazie anche al contributo della regione, siamo riusciti ad organizzare due diverse escursioni.
La prima, 13 e 14 Ottobre, indirizzata ai ragazzi più grandi dell’ISIS si è svolta al rifugio Giaf di Forni di Sopra, con 46 allievi. Dopo essere giunti al rifugio abbiamo attivato un mini corso introduttivo all’arrampicata sportiva condotto dal AG-N Luciani Andrea della sez. CAI di Gorizia. Alla sera abbiamo avuto ospite l’alpinista Mario Cedolin che, attraverso magnifiche diapositive, ha cercato di dare una chiave per la lettura del cambiamento stagionale in ambiente montano. Al mattino siamo partiti per l’anello di Bianchi e Forcella Scodovacca, dove come ON spero d’aver trasmesso qualche concetto naturalistico. Al nostro ritorno i gestori del rifugio, BRAVISSIMI E DISPONIBILISSIMI, ci attendevano con tè caldo per tutti.
La seconda escursione, 16 Ottobre, ha visto come protagonisti i ragazzi più giovani dell’ISIS e si è svolta sui monti sopra Pulfero, precisamente a Stupizza, dove si trova il “Villaggio degli orsi”.
Nò, le favole non centrano o almeno non in prima battuta, si tratta di un centro visite sorto grazie alla collaborazione tra l’ateneo di Udine, la Regione e il comune di Pulfero.
Andiamo con ordine e descriviamo com’è andata la giornata.
Una volta raggiunta l’abitato di Stupizza abbiamo imboccato, con i nostri 35 allievi, la stradicciola che scende sul greto del fiume Natisone. Una volta attraversato il ponte di legno, alla biforcazione del sentiero siamo andati a destra seguendo le indicazioni per il sentiero naturalistico Pradolino Monte Mia. Lungo il primo tratto il percorso corre a ridosso del fiume poi si addentra in una boscaglia molto fitta e molto variegata, finito il tratto pianeggiante, in corrispondenza dello sbocco della valle di Pradolino, il sentiero è inizia a risalire lungo una mulattiera lastricata. Lungo l'antico greto grossi massi ricoperti da muschio e lingua cervina conferiscono all'ambiente un aspetto caratteristico. Dopo aver oltrepassato un primo ghiaione, siamo risaliti lungo una gradinata che conduce ad un tratto successivo più pianeggiante, all'inizio del quale si lascia a sinistra il bivio per Montefosca. Nelle vicinanze di questo bivio abbiamo potuto visitare una “trappola per il pelo” predisposta dai ricercatori dell’Università di Udine, per scopo didattico. La risalita è proseguita comodamente nel bosco lungo la sinistra orografica del vallone fino a raggiungere i resti dell'antico villaggio di Pradolino (m 433).
Proseguendo siamo discesi fino a trovarsi a ridosso di una parete rocciosa verticale che il percorso aggira calando infine sulla bocchetta di Pradolino (m 491, confine di stato).
Da qui, dopo esserci rifocillati, siamo ritornati al punto di partenza tramite il medesimo itinerario e in corrispondenza del primo bivio che avevamo incontrato all’andata, abbiamo proseguito diritti, fino al vicino centro visite, dove ci attendevano per illustrarcelo la dott.sa Roberta Leonarduzzi del dipartimento di Scienze animali e Sara Vezzaro una studentessa-collaboratrice dello stesso dipartimento.
Il centro inaugurato il 21 Luglio scorso, sorge lungo il fiume Natisone ed è allestito con materiali divulgativi e strumenti di ricerca forniti dall’Università di Udine e si propone di svolgere nelle valli del Natisone e del Torre attività finalizzate a conservare e far conoscere sia i grandi carnivori selvatici, in particolare l’orso, sia le ricchezze e la biodiversità locale.
In realtà, questa è solo la punta di un iceberg. Il progetto principale riguarderà una rete di villaggi, riguardanti Platischis, Prosenicco, Montemaggiore e Campo di Bonis, comprendenti ostelli, foresterie, centri ricerca e quant’altro possa dimostrarsi utile alla ricerca e a un turismo ecologico.
Ma questo è ancora da venire, per ora nel neonato centro di Stupizza si possono visionare i video sulle attività di ricerca e cattura degli esemplari di lince, orso e cinghiale e sulla vita di queste specie. Tra questi anche il recente filmato dell’orso che, nottetempo, si gusta il contenuto di alveari a Studena Alta e sopra l’abitato di Pietratagliata. Sono esposti gli strumenti di ricerca, tra cui lacci e materiale per le catture, strumenti radiotelemetrici e di video fototrappolaggi utilizzati per lo studio dei grandi carnivori selvatici. E’ stata ricostruita la zona d’accesso ad una tana d’orso e si possono consultare poster e fotografie sulla biologia, l’ecologia e la ricerca sui carnivori e altre specie faunistiche tipiche della zona e in via d’estinzione Per i bambini, inoltre sono stati predisposti giochi a tema e possono eseguire calchi in gesso delle impronte.
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