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A causa del tempo incerto la gita, in programma per domenica 27 marzo, è stata rimandata alla domenica successiva, 3 aprile 2011.
Alla scoperta della valle abbandonata
Questa è un’escursione, e al tempo stesso un viaggio nella memoria, in una bellissima vallata incredibilmente abitata, sino alla metà degli anni 50’; si tratta della Val di Cuna (Prealpi Carniche Occidentali), stretta tra la Val Tramontina e la Val d’Arzino, attraversata dal torrente Comugna le cui acque smeraldine a tratti impetuose, formano cascate, pozze e canyon dalla bellezza sconvolgente. Gli abitanti chiamati Cjanaglins, formarono piccoli insediamenti lungo tutto lo sviluppo della vallata, fin nei luoghi più reconditi; la borgata principale era quella di San Vincenzo (Pascalon); colpisce che la valle era raggiungibile solo tramite sentieri, non esistevano allora, come oggi, strade di accesso. La comunità raggiunse il suo massimo sviluppo nel 1861: 16 nuclei familiari per un totale di 119 persone. Oggi di tutto questo rimangono molti ruderi, a testimonianza della comunità che qui risiedeva, ma soprattutto una valle ancora intatta dal punto di vista naturalistico, e dal fascino particolare.
Iniziamo la nostra escursione da Selva Piana (749 m), dopo aver risalito la stretta e ripida stradina asfaltata che diparte da Tramonti di Mezzo. Poco dopo, imbocchiamo sulla sinistra (ometto) il sentiero che ci permette di tagliare un lungo tratto della strada. In breve raggiungiamo Forchia Zuviel (890 m), dove già troviamo alcuni vecchi ruderi. Sulla sinistra il sentiero 830, segue per un tratto un’affilata cresta boschiva, dalla quale si aprono splendidi balconi sulla Val Tramontina e sulla Val di Cuna. Con divertente saliscendi e mantenendosi pressoché in quota, il sentiero taglia i ripidi pendii del monte Ciuf e di altre piccole cime secondarie; tra rade macchie di pino nero, la visuale rimane sempre aperta sulla Val di Cuna. Attraversati alcuni tratti rocciosi, inusuali a quest’altitudine, proseguiamo in direzione delle stalle Gardelin (1028 m) che raggiungiamo dopo un breve tratto ripido. Lasciate le stalle, ora trasformate in ricovero, ridiscendiamo un tratto del sentiero fino a raggiungere un piccolo e isolato rudere, nei pressi del quale scende una traccia non segnalata tra la fitta faggeta. Seguiamo la traccia che talvolta si confonde tra altre, perdendo quota rapidamente, per un breve tratto costeggiamo un rio che poi lasciamo alla nostra destra; poi la traccia si tramuta in mulattiera e in breve raggiungiamo la borgata abbandonata di Mosareit (690 m). Dopo un breve sopralluogo ai ruderi, proseguiamo ora nel bosco con qualche difficoltà di orientamento, dovuta alla grande quantità di fogliame che copre qualsiasi traccia. Dopo qualche tentativo, all’improvviso giungiamo in vista della borgata principale della vallata, San Vincenzo (Pascalon, 580 m) costruito sulle sponde del torrente Comugna. Visitati i ruderi rimasti e la chiesetta ristrutturata dagli Alpini in anni recenti, proseguiamo lungo il sentiero 810, che con percorso sinuoso, attraversa tutta la vallata costeggiando a breve distanza il corso del torrente Comugna. Scorci di pura e selvaggia bellezza, ci accompagnano lungo tutto il percorso; alcuni ponti costruiti negli anni 30’, ci permettono di passare da una sponda all’altra del torrente, dandoci modo di osservare al meglio visuali indimenticabili. Scendiamo fino alla confluenza con il rio Giaveada (487 m), in prossimità dell’ultimo ponte e dei ruderi di Piedigiaf. Da qui il Comugna piega decisamente verso sud e percorre gli ultimi chilometri del suo corso, prima di gettarsi nel torrente Arzino, incuneandosi in profondi e caratteristici canyon che valgono un’altra escursione. Ci spingiamo ancora avanti per qualche centinaio di metri, superando con difficoltà un guado, e poi ritorniamo sui nostri passi ripercorrendo a ritroso il sentiero 810, fino a giungere nuovamente a San Vincenzo. Da qui, proseguendo sul comodo sentiero 810, ci aspettano gli ultimi 300 metri di dislivello che ci porteranno nuovamente alla Forchia Zuviel (890 m). Dalla forchia, con itinerario di poco più lungo, possiamo scendere a Selva Piana usufruendo del tratto di strada non asfaltato, in alternativa al sentiero percorso in precedenza.
Da Selva Piana (Tramonti di Mezzo) 749 m.
Disl. 700 m - Tempo totale ore 6.00 (E).
Coordinatrici: Daniela Vergolini e Ilaria Taverna.
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