Operatori Naturalistici Friulani
Dagli abeti da violini al canto degli urogalli
Dal passo Pura 1428 m, da dove passava
l'antica via del sale, si imbocca una carrareccia che si interseca
con il sentiero CAI n. 238, fino alla forchia Nauleni 1703 m. Lungo
il percorso possiamo osservare tre specie arboree tipiche delle
nostre Alpi: abete bianco, abete rosso (peccio) e faggio. Possiamo
osservare il maestoso abete con le fronde strette vicino al tronco
slanciato e regolare: tale caratteristica ne fa un abete da violino,
ovvero un prezioso fornitore di pregiato legname destinato alla
costruzione dei sensibili strumenti musicali.
Salendo di quota osserviamo la
variazione del bosco, gli alberi si presentano più radi e anche il
colore è diverso: è un bosco di alta quota, composto da larici e
qualche sparuto abete rosso.
Proseguiamo lungo l'anello Monte
Colmaier fino alla Forchia Grande, attraversando un pascolo e dei
pini mughi che si addensano nella parte alta. Toccando le gemme dei
mughi avvertiamo la presenza di una sostanza appiccicosa: è la
resina dalla quale un tempo si estraeva il mugolio, ottimo per curare
il raffreddore.
Salendo raggiungiamo Forchia Piccola,
dove possiamo godere di uno spettacolo incomparabile: verso sud la
vallata del fiume Tagliamento, verso nord il lago di Sauris con le
magnifiche dolomiti Pesarine alle spalle. In breve arriviamo in cima
al M.Sesilis (rondini) 1812 m.
Agevolmente proseguiamo la discesa
verso il rif. T. Piaz, lungo il percorso possiamo osservare alcune
“arene di canto” degli urogalli (gallo cedrone). Con un po' di
fortuna possiamo incontrare l'abitante più straordinario di questi
boschi e forse sentirne lo strano verso, una specie di soffio
accompagnato dal ritmico battito del becco.
Ritrovo e arrivo: Passo del Pura
Difficoltà: E
Dislivello: 700 m
Tempo di percorrenza: 4-5 ore
Referenti Operatori Naturalistici:
Vegnaduzzo Cesare – Nobile Roberta –
Del Ponte Massimo – Minisini Loretta
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