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ESCURSIONISMO SOPRA E SOTTO LA NEVE |
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Non avete mai praticato dell’escursionismo nella stagione invernale, con l’ambiente tutto ammantato di bianco? Nooooo? Provate, perché anche se sarete un po’ più affaticati, vivrete un’esperienza entusiasmante.
 | | Sella Prevala
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Contrariamente a quanto possono pensare le persone che non frequentano le montagne, l’escursionismo non si pratica solamente in primavera ed estate. Nelle rimanenti stagioni, l’autunno e l’inverno, l’ambiente montano assume una bellezza particolare, fatta di caldi colori nella prima e vestita di bianco nell’altra. Mentre in autunno il cambiamento non condiziona l’aspetto tecnico di una gita, d’inverno, invece, è necessario tener ben in considerazione alcuni aspetti e la preparazione di un’uscita deve essere attentamente pianificata, senza dimenticare nulla. Prima di tutto l’abbigliamento, indossato a più strati, consente di togliere e rimettere solo alcuni capi secondo la temperatura; ricordarsi qualche ricambio perché gli indumenti umidi aumentano la percezione del freddo. Gli occhiali da sole, indispensabili, perché i danni alla retina è meglio evitarli. Creme protettive, guanti, berretto, giacca a vento, scarponi trattati perché non assorbano l’acqua, e le ghette consigliate per non portarsi »a casa» la neve nelle scarpe. Se poi si dovesse incontrare terreni ghiacciati, nello zaino, non dovrebbero mancare, ma soprattutto bisognerebbe saperli usare, i ramponi e la piccozza. Non dimenticare la cartina, la bussola e l’altimetro. La neve ricopre tutto, e se non ci sono tracce è difficile riconoscere il percorso giusto. Con un po’ di nebbia poi, le cose diventano ancor più problematiche: chiedetelo a chi era alla gita sociale sul Matajur. Tenere ben presenti le minori ore di luce e che i tempi di percorrenza aumentano. Zaini più pesanti e le condizioni del terreno determinano un dispendio maggiore d’energie. Altre due cose che l’escursionista deve ricordare nella pianificazione della gita sono il tempo ed il pericolo di valanghe. Le previsioni meteo sono più semplici da reperire. Negli ultimi anni i media ci sommergono d’informazioni attraverso i vari Bernacca, Baroni, Giuliacci, ma per quanto riguarda le valanghe o slavine è più complicato. Questo è un argomento che richiederebbe approfondimenti tecnici e pratici, ma mi limiterò a dire solo alcune cose. Ascoltare sempre il Bollettino Valanghe e, se la vostra esperienza è insufficiente nel valutare eventuali pericoli o non siete in grado di usare correttamente l’ARVA (apparecchio di ricerca in valanga) la sonda e la pala quali oggetti per un serio autosoccorso, allora informatevi presso la sezione CAI, le stazioni sciistiche, gli uffici Guide Alpine, del Soccorso Alpino o della Forestale, sulle reali condizioni del manto nevoso e agite di conseguenza. Sotto una candida «coperta» sembra che tutto si fermi, ma non è proprio così! Questo non ci deve spaventare, ma ci deve far riflettere. Un’adeguata informazione e preparazione tecnica, possono scongiurare il distacco di una valanga ed un probabile incidente. Comunque, alla fine di tutto, zaino in spalla e buona gita.
di Cristian Boemo
Direzione regionale foreste Ufficio valanghe Via del Cotonificio, 127 - 33100 UDINE Tel. 0432 555877 Fax. 0432 485782 http://www.regione.fvg.it/meteo/valanghe.htm
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Scritto da Alpinando
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17/03/2004 - 00:57 |
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Ultimo aggiornamento ( 01/09/2007 - 20:00 )
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