Per raggiungere il Bivacco Gervasutti

Il solitario Cadin d'Arade

BIVACCO GERVASUTTI 1940 m

Il bivacco Gervasutti sorge in un alto circo della Val S. Lorenzo, subito a Sud della Cima Cadin degli Elmi, a breve distanza dalla Forcella Spé. Eretto nel 1970 è affiliato alla Fondazione Antonio Berti. Dedicato alla memoria del fortissimo alpinista friulano Giusto Gervasutti il bivacco dispone di 9 cuccette ed è sempre aperto. L’acqua si trova in Val S. Maria a circa 30 minuti dal bivacco.

Da Pian della Fontana (Val Cimoliana) lungo la Val Santa Maria.

AGGIORNAMENTO CONDIZIONI
2 settembre 2009
Si consiglia di prestare particolare attenzione. Percorso sufficientemente percorribile.

Dal Pian della Fontana (parcheggio) attraversato il torrente Cimoliana il sentiero sale su strada forestale nel bosco sulla destra orografica della valle. Dopo circa 1 kilometro si arriva ad un bivio, sulla destra si stacca un sentiero in leggera discesa che porta sul torrente che scende dalla Val dei Frassin. Attraversato il torrente ci si porta attraverso una rada spalla boschiva alla confluenza della Val dei Frassin con la Val S. Maria.
Attraversato il torrente che scende dalla Val Santa Maria si sale lentamente con ampie e comode svolte la dorsale verso il Col di Miedri, un breve traverso sotto le rocce del Col di Miedri e si incrocia il percorso originario che prosegue ora lungamente in costante pendenza sulla destra orografica della valle Santa Maria.
Lungo il percorso convergono da sinistra prima la Val dei Lares e poi la Val Misera. Si risale tutta la valle sino ad un tratto di ripido ghiaione al culmine del quale si incrocia il sentiero (ultima acqua) che da Forcella Spe porta alla Casera Laghet de Sora. Ancora un breve tratto in leggera salita su comodo sentiero e si raggiunge Forcella Spe. Dalla Forcella Spe con aereo traverso su ghiaie si raggiunge un’insellatura (1988 m) sulla Costa del Piura. Poco oltre si è al bivacco nel fondo di un piccolo “cadin” sotto la cima dei Cadin degli Elmi.

“Sentiero Arturo Marini “ – dal rifugio Pordenone in alta Val Cimoliana, attraverso il Col Cadorin e la testata della Val S. Lorenzo. (sentiero alpinistico)

Leggi l’ultimo aggiornamento sulle condizioni del sentiero

Dal Rifugio Pordenone si scende a ovest per il bosco, quindi si attraversano le ghiaie della Val Montanara fino sull’opposta riva dove inizia il sentiero (352) che sale ripidamente la costa boscosa. Ben presto la pendenza si attenua e si perviene sotto ad una larga depressione ove sorgeva la Casera Le Corde (mt. 1503); da qui si gode una splendida vista sul Campanile di Val Montanaia. Dopo un tratto quasi pianeggiante il sentiero riprende a salire assai ripido, quindi scende ad attraversare un vallone dove è possibile trovare dell’acqua, risale l’altro versante e tocca i ruderi della Casera Col Cadorin 8mt. 1743) Dal piatto rilievo del Col Cadorin il percorso si fa quasi orizzontale, costeggia le rocce e passa, con lievi saliscendi alcuni valloncelli. Infine si giunge ad un tratto esposto; una targa in bronzo ricorda Arturo Marini a cui è intitolato il sentiero. Vinta una salita lungo un costone coperto di baranci, si perviene al Bivacco Giusto Gervasutti (mt. 1940).

Dal rifugio Padova:

a) attraverso casera Vedorcia e Capanna Tita Barba (percorso consigliato)
b) attraverso il Fosso degli Elmi
dal Rifugio Padova (1287 m) si sale verso sud sul sentiero con segnavia 352 fino alla ex Casera Pra di Toro dove ci si dirige decisamente a ovest, quindi nuovamente a sud, per risalire la Costa del Col. Passato un prato si scende fra abeti e betulle ai ruderi della casera Valle (1360 m).

a) giunti al bivio di casera Valle, ore 1 dal rifugio Padova, si continua a destra sul buon sentiero non numerato che sale piuttosto ripidamente nel bosco, traversa a sinistra e con ampia curva a quota 1660 m. rientra a destra nell’amena oasi pascolativi di Casera Vedorcia, 1704 m; grande e bellissimo panorama sul Cridola e sugli Spalti di Toro e Monfalconi. Siamo in uno dei posti più magici delle Dolomiti Bellunesi. Dalla casera, per buona mulattiera fiancheggiata da rustici, si sale ancora fino alla radura ove sorge la piccola accogliente Capanna Tita Barba, 1821 metri. Ottimo posto tappa. Lasciata la Capanna Tita Barba si procede sul segnavia 350 a sud est per il fitto bosco – dove si incontrerà una presa d’acqua che è l’ultima prima del Bivacco – fino al bivio di Campo Scorz dove il sentiero dopo aver incontrato il sentiero che sale dal Fosso degli Elmi procede a sinistra per Forcella Spe 2049 metri. Dalla forcella a sinistra traversando la costa alla testata della Val S. Maria si raggiunge l’insellatura sulla Costa del Piura m. 1988 e quindi brevemente al bivacco.

b) si lascia a destra il sentiero che sale alla capanna Tita Barba e si segue il valloncello di sinistra, chiamato un tempo Fosso degli Elmi, sempre stando sul segnavia 352. Attenzione: a tratti il sentiero si perde nel letto quasi asciutto del torrente. Oltre i 1850 metri di quota. Quasi sulla testata del selvaggio Fosso degli Elmi, si incontra il sentiero proveniente dalla capanna Tita Barba.

Dal Bivacco “Giusto Gervasutti” a Pian della Fontana attraverso Casera Laghet de Sora.

Ritornati alla Forcella Spe ci si cala a sud sulla destra, per circa 200 metri fino ad incontrare il segnavia 389 all’incrocio con il sentiero 356 che abbiamo fatto in salita lungo la Val Santa Maria. Si segue dunque il 389 a destra e, dopo aver attraversato le pendici orientali della Cima Spe, si entra nella Val Misera. Si continua quasi in quota, quindi si sale un po’, si scende nuovamente e si giunge nella Val dei Lares in ambiente oltremodo selvaggio e solitario. Traversata anche questa, si sale infine decisamente alla Forcella Pedescagno, 1930 m., pertugio sulla cresta fra il Col dei Frassin e il Col Andon. Appare, sull’altra sponda, il ricovero Casera Laghet De Sora (CAI Monfalcone) e le muraglie della Cima dei Preti. Con bella traversata verso destra, stando sulla base delle rocce, si perviene nell’Alta Val dei frassin che si aggira fino a ritornare a sud ovest a raggiungere il bivacco Casera Laghet de Sora, 1871 m. Da qui verso sud con il sentiero 390 passando da Casera Laghet de Sote si ritorna a Pian della Fontana.


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