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Monte Osternig

Mercoledì 19 luglio 2017 – Monte Osternig (2050 m)

Giunti in auto al parcheggio, nei pressi dell’ex rifugio Nordio (distrutto dall’alluvione del 2003), a quota 1210 m per raggiungere il per il Monte Osternig, si imbocca la mulattiera (segnavia 507) che sale prima dolcemente e poi più ripidamente verso est fino a sella Pleccia (1616 m).

Giunti sulla sella si risale il versante erboso tra grandi abeti isolati, verso nord, che in breve ci fa raggiungere la bella chiesetta della Madonna della Neve (1750 m). Da qui, in circa 10 minuti, si raggiunge la sella Bistrizza ove sorge il piccolo villaggio di baite turistiche che contorna la Feistrizer Alm (1720 m). Si segue, quindi, il sentiero (segnavia 482) che sale le pendici sud est del Monte Osternig (in territorio austriaco) che prima risale un vasto prato poi attraversa un ampio ghiaione e, quindi, si rivolge verso sinistra risalendo in maniera molto decisa il versante est del Monte Osternig fino a raggiungere l’anticima ove è posta la grande croce. Da qui si percorre la lunga cresta che congiunge l’anticima alla vetta del Monte Osternig (2050 m). La cima, grazie al suo isolamento, gode di un notevole panorama sulle Alpi Carniche Orientali, sulle Giulie e sulla Valle del Gail che corre da ovest ad est nel versante austriaco.
Monte Osternig
Dalla Cima si scende per una traccia di sentiero fino a raggiungere la fortificazione del Vallo Littorio. Nel nostro andar per monti in regione siamo abituati a vedere fortificazioni risalenti alla grande guerra, ma diverse vestigia risalgono al periodo ante seconda guerra mondiale facenti parte del Vallo Alpino Littorio costruito sulle Alpi, dalla Liguria fino a tutta la nostra regione e più ad est fino a Fiume, a difesa dei confini del Regno d’Italia.
Si segue, quindi, l’ampio sentiero 481 che taglia il versante sud del monte e conduce, a chiusura dell’anello, a Sella Bistrizza.
Dalla sella si percorre in discesa il sentiero 507 che attraversa verso ovest l’ampio pascolo di Sella Bistrizza e, con alcune svolte nel fitto bosco, raggiunge il nuovo rifugio Nordio e da qui, lungo la strada forestale, il parcheggio dove si chiude il secondo anello.

Dislivello: 950 m
Difficoltà: E
Altitudine min: 1210 m
Tempo del percorso: 5,30 ore
Altitudine max: 2050 m
Lunghezza: 13 km
Coordinatori: Andrea Gaspardis 335 8387161 e Livio Sverzut 328 3617576

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Categoria : Gruppo Seniores


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Panorama con Monte Vogel

Mercoledì 28 giugno 2017 – Monte Vogel (1922 m)

Il Monte Vogel fa parte della catena montuosa posta tra l’Isonzo e il lago di Bohinj a nord-est di Tolmino.

Dopo il rinvio per il cattivo tempo di mercoledì scorso 28/6 al monte Vogel, l’escursione si farà il prossimo martedì 4 luglio con partenza dalla sede alle ore 7,00.

Sulla vetta del Monte Vogel e sugli altri monti della dorsale tra le due guerre mondiali passava il confine tra il regno d’Italia e quello di Jugoslavia a seguito del Trattato di Rapallo del 1920. Per la vigilanza e la difesa di questo delicato settore di confine vennero costruite delle opere facenti parte del “Vallo Alpino del Littorio

Panorama con Monte Vogel

Il punto di partenza dell’escursione, Planina Kuk, si raggiunge attraverso una strada che sale dalla località di Ljubinj per circa 9 Km e che nell’ultimo tratto (3 Km) è sterrata seppur con ottimo fondo.
Giunti quindi a Planina Kuk e lasciata l’auto si segue la pista sterrata che in circa 1 ora di leggera salita, alternando scorci panoramici con lunghi tratti immersi in un magnifico bosco di faggio, ci conduce al rifugio Planina Razor (1315 m) posto al centro di un bel anfiteatro che si apre verso la Valle dell’Isonzo, riparato in parte dal vento dalla sovrastante cima dello Zabinski Kuk. Dal rifugio si imbocca il sentiero segnalato per il Monte Vogel su terreno aperto di prati fioriti e rocce che sale dolcemente in direzione nord est. Poco dopo si incontra un primo bivio e subito dopo un secondo, in ambedue i casi si segue il ramo di destra. Superato un settore superiore più erto e con numerose svolte, si guadagna il bordo roccioso della conca carsica Krnica (1622 m). Aggirata la conca tra brevi pascoli con molti fiori alpini, si sale ancora giungendo alla’ultimo tratto di cresta e quindi alla cima. Per la discesa si segue il percorso di salita.

Dislivello: 770 m
Difficoltà: E
Altitudine min: 1150 m
Tempo del percorso: salita ore 3,15 discesa ore 2,15
Altitudine max: 1922 m
Coordinatori: Lucio Tolloi 335 1341217 e Livio Sverzut 328 3617576

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Categoria : Gruppo Seniores


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Mercoledì 7 giugno 2017 – Monte TOC (1921 m)

Il Monte Toc è divenuto tristemente famoso per il disastro del Vajont: il 9 ottobre 1963 una colossale frana cadde dai fianchi dirupati del monte nel lago artificiale sottostante, straripando oltre la diga del Vajont, distruggendo diverse frazioni di Erto e Casso e Longarone e provocando 1910 morti.

L’origine del toponimo proviene dalla parlata locale: la radice “Toc” in lingua friulana indica qualcosa di “guasto”, “avariato”, “sfatto”, condividendo lo stesso etimo dell’aggettivo “Patoc”. Probabilmente pertanto venne così chiamato per la sua nota franosità, poiché tutto il versante sovrastante era di natura calanchiva.
Giunti nei pressi della diga del Vajont si prende, a sinistra, la strada con indicazione “Pineda” costruita sulla grande frana del monte Toc. Alla prima curva si parcheggia e, quindi, si prende la stradina sterrata che inizia sulla destra con segnavia CAI 907. Al primo bivio si segue il ramo di sinistra che subito si trasforma in sentiero inoltrandosi nel bosco fino ad affacciarsi su un costone con vista sulla valle del Piave e Longarone. Da qui il sentiero si impenna bruscamente rimontando le pendici del monte Ranz salendo lungo una diagonale che percorre il lato occidentale dell’immane frane che rovinò sul lago del Vajont per uscire, poi, dal basco a quota 1400 m ove si apre un vasto panorama sui monti circostanti. Da qui la salita riprende molto ripida fino a giungere al ricovero Casera Vasei. Alla Casera il sentiero CAI 907 ha termine ed inizia, per la cima, una traccia di sentiero segnalato da ometti. Si risale quindi una ripida valletta che separa il Monte Toc dalla Cima Mora fino ad un grosso masso ove è posta una segnalazione per la Cima Mora. Da qui si piega a destra su traccia molto ripida fino ad un gradino roccioso, superato il quale si guadagna la dorsale del monte che su prati parzialmente coperti da moghi conduce prima all’anticima e poi alla cima del Monte Toc. Per la discesa si segue il medesimo itinerario.
Carta Tabacco: 021
Difficoltà: EE
Dislivello: 1100 m
Tempo del percorso:
– salita 4 ore
– discesa 2,30 ore
Altitudine min: 820 m
Altitudine max: 1921 m

Coordinatori: Ferdinando Castellan 340 6680515 e Livio Sverzut 328 3617576

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Categoria : Gruppo Seniores


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