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Mercoledì 26 aprile 2017 – Anello di DORDOLLA per antichi sentieri

Giunti a Moggio Udinese si imbocca la Val Aupa e, dopo circa 7 km, si raggiunge il ponte pedonale dal quale inizierà la nostra escursione (570 m). Attraversato il torrente Aupa imbocchiamo il sentiero che, in circa 15 minuti, ci porterà alla piazza di Dordolla (610 m).

Si segue per mezzo km il ripido sentiero CAI n. 425, che conduce alla forcella Vualt, fino a quota 760 m; da questo punto in poi abbandoniamo i sentieri CAI e seguiamo una serie di antichi sentieri segnati da dei bollini azzurri e bianchi rotondi.
Si supera il riu Val per arrivare, attraverso vaste faggete, prima agli Stavoli Pustots (880 m) e poi gli Stavoli Vuadett (884 m).
Oltrepassato il greto di un torrente si raggiunge quasi in falsopiano un importante incrocio di sentieri a quota 958 m; a destra c’è una via di fuga che porta rapidamente a Drentus, noi invece proseguiamo diritti (verso sud) seguendo dei segni azzurri e bianchi, ma ora a bande orizzontali, anziché rotondi.
Superato un piccolo ghiaione, in circa mezz’ora, si raggiunge il punto più alto dell’itinerario all’ultimo tornante della strada di servizio al metanodotto (quota 1060 m). Il sentiero prosegue costeggiando la strada consentendoci di scendere al terzultimo tornante dove si percorre brevemente la strada per riprendere, subito dopo, il sentiero in direzione sud, che ci conduce al punto più meridionale del percorso a quota 850 m.
Ora si piega verso nord in lieve pendenza e, attraversato un altro ghiaione, si arriva a Casere Virgulins (700 m), dove incontriamo la strada stretta asfaltata che sale dal fondovalle. Fatti ulteriori 250 metri arriviamo a Casere Dentros o Drentus (720 m).
A Drentus funziona l’agriturismo “Tiere Viere” di Kaspar e Marina dove potremo gustare un ottimo minestrone preparato con i prodotti della loro coltivazione accompagnato da affettuati, formaggio e buon vino il tutto per un costo di 10 euro a persona.
Dopo la piacevole sosta prendiamo il sentiero che da qui in mezzora, ci riporta a Dordolla e, quindi, al ponte pedonale sul torrente Aupa.
Dato che abbiamo la necessità di dire a Kaspar il numero dei partecipanti già il lunedì prima dell’escursione le prenotazioni vanno fatte entro domenica 23 aprile.
Carta Tabacco: 018
Difficoltà: E
Dislivello: 650 m
Tempo del percorso: 4 ore
Altitudine min: 570 m
Lunghezza: 9 km
Altitudine max: 1050 m
Coordinatori: Graziano Fregonese 346 6853375 e Aulo Olivo 335 7280035

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Categoria : Gruppo Seniores


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Mercoledì 5 aprile 2017 – Monte Medol (1124 m)

L’escursione al Monte Medol ha inizio dall’abitato di Arcola percorrendo per circa 200 metri la strada regionale della Val Cellina fino a giungere al ponte che attraversa il torrente Cellina.

Oltrepassato il ponte si imbocca la Valle Prescudin risalendola lungo la strada che porta a Villa Emma. Dopo circa quindici minuti si devia a sinistra seguendo il Sentiero del Clap che si inoltra nel bosco. Dopo aver attraversato una prima volta la strada asfaltata il sentiero sbuca sulla strada stessa che la si percorre per un non breve tratto fino ad un bivio ove si prende, a destra, la strada forestale che conduce nel piazzale che ospita il Palazzo Prescudin noto anche col nome di Villa Emma. La foresta del Prescudin era un possedimento dei signori di Montereale-Mantica fin dai tempi del Patriarcato di Aquileia mantenendola fino al 1883 quando viene ceduta al conte Cattaneo il quale decide di dare il nome al palazzo, costruito dal precedente proprietario, di “Villa Emma”. La villa, attorniata da una casera con stalla e latteria, era adibita a residenza estiva padronale.

Monte Medol

Lasciata la località si segue la mulattiera con segnavia CAI 978 che si inoltra nella Val Tesseit fino a giungere ad un bivio ove si abbandona il sentiero principale per seguire la mulattiera che si dirige a destra che, dopo aver attraversato il torrente inizia a salire le pendici del monte Medol. Salendo si attraversa una bella faggeta caratterizzata dalla presenza da alcuni esemplari di tasso, uno di questi pluricentenario caratterizzato da un tronco tormentato e da un esteso apparato radicale. Giunti alla base del pendio terminale lo si risale a comode svolte guadagnando in breve il crinale dove è collocata una vecchia, e ormai in disuso, centralina meteorologica. Da qui si prosegue verso destra lungo la dorsale sempre più panoramica fino alla cima completamente sgombra dalla vegetazione.
Particolarmente bello ed ampio è il panorama che si apre sulla dorsale Crep Nudo-Monte Messer-Monte Sestier oltre la quale si estende l’Alpago.
Per il ritorno si segue il medesimo itinerario.

Carta Tabacco: 012
Dislivello: 700 m
Lunghezza: 14,5 km
Difficoltà: E
Altitudine min: 442 m
Altitudine max: 1114 m
Tempo del percorso: salita ore 3,30 discesa ore 2,00
Trasporto: mezzi propri
Coordinatori: Livio Sverzut 328 3617576 e Lucio Tolloi 335 1341217

Categoria : Gruppo Seniores


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Rifugio Maset

Rifugio Maset e anello del Col dei Scios – Mercoledì 8 marzo 2017

Il Pian del Cansiglio dove si trova il Col dei Scios,  è situato a cavallo tra le provincie di Belluno, Treviso e Pordenone e si eleva rapidamente dalla pianura sottostante per oltre 1000 metri d’altitudine.

Quasi tutto il suo territorio è ricoperto da selve che prendono il nome di  foresta del Cansiglio. Predomina soprattutto la faggeta, autoctona e specie non autoctone, come le aghifoglie (soprattutto abete rosso). Le particolarità climatiche della conca, inoltre, fanno sì che la distribuzione delle specie vegetali sia invertita, per cui piante tipiche degli ambienti più freddi si trovano a basse altitudini e viceversa. Di grande effetto visivo è la presenza in primavera di una estesa fioritura nemorale di Anemone, sotto la faggeta.
Sul Pian del Cansiglio sopravvive una minuscola isola linguistica cimbra. Essi raggiunsero per la prima volta il bosco nel 1707, prosperando grazie alle loro abilità di scatoleri (costruttori di scatole generalmente in legno di faggio).
Nel 1404, Il Cansiglio passò con Belluno alla Serenissima. Nel 1548 la Repubblica di Venezia vi insediò un Capitano Forestale che controllasse attentamente lo sfruttamento delle risorse boschive, utili soprattutto alla realizzazione di remi. A testimonianza dell’enorme importanza della zona boschiva per la Serenissima: di ogni albero veniva annotata l’età e la previsione di taglio; erano previste pene severe per i trasgressori; inoltre, era legislativamente statuito che la figlia del guardaboschi del Cansiglio, pur non appartenendo alla nobiltà, potesse maritarsi con l’aristocrazia veneziana.

Rifugio Maset
Giunti a Passo La Crosetta, provenendo da Caneva, e lasciata l’auto, si imbocca il sentiero CAI 991 che si inoltra nella foresta e in circa ore 1,30 di cammino senza grossa pendenza arriva nei pressi del cosidetto rifugio Maset attualmente ad uso privato. Al bivio che si incontra pochi minuti prima del rifugio si svolta a sinistra, seguendo sempre lo stesso sentiero che con una serie di leggeri saliscendi ci fa aggirare il Col Dei Scios. Al bivio successivo si lascia il sentiero 991 per seguire, in leggera discesa, la strada forestale con segnavia CAI 981 fin ad un successivo bivio dove seguendo la forestale di destra ci conduce al già citato rifugio Maset chiudendo così un primo anello. Dal rifugio quindi si segue la strada forestale che lo collega a La Crosetta a completare un secondo anello.
Carta Tabacco: 012
Dislivello: 400 m
Difficoltà: F-EAI
Altitudine min: 1118 m
Altitudine max: 1359 m
Tempo totale: ore 4,30
Trasporto: mezzi propri
Coordinatori: Livio Sverzut 328 3617576 e Lucio Tolloi 335 1341217

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Categoria : Gruppo Seniores


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