Sentiero Alpinistico Arturo Marini

Sentiero alpinistico Arturo Marini

AGGIORNAMENTO CONDIZIONI
2 settembre 2009

Si informano i frequentatori della montagna che il sentiero alpinistico Arturo Marini marcato CAI 352, che mette in collegamento il rifugio Pordenone (1250 m) al bivacco Gervasutti (1940 m) facente parte dell’Alta via n. 6, detta dei Silenzi, è dichiarato sentiero alpinistico. Questo è dovuto  all’eccessivo dilavamento e scivolamento delle ghiaie nella parte centrale del canalone della valle di San Lorenzo. Per un tratto di quasi 100 metri il terreno è molto instabile e richiede particolare attenzione. Se si dovesse assolutamente passare, in ambo i sensi di percorrenza, consigliamo di tenersi sotto le rocce sporgenti ed evidenti che caratterizzano la parte centrale del canalone e traversare mantenendo in linea generale, sempre la stessa quota.
Informazioni più dettagliate le potete trovare dai gestori dei rifugi Pordenone, Padova e Tita Barba.

Sintesi percorso: dal rifugio Pordenone in alta Val Cimoliana, attraverso il Col Cadorin e la testata della Val S. Lorenzo si arriva al Bivacco G. Gervasutti nel catino erboso a sud della cima Cadin degli Elmi.

Gruppo montuoso: Spalti di Toro

Punto di partenza:
 Rifugio Pordenone – Belvedere Le Corde

Punto di arrivo: Bivacco G. Gervasutti (Bivacco a semibotte del tipo Fondazione Berti, di proprietà della Sezione CAI di Cervignano del Friuli – ) 9 posti sempre aperto e incustodito – acqua a 15 minuti lungo la Val S. Maria

Dislivello in salita: 700 m

Lunghezza: 6 km

Punti di appoggio: nessuno

Descrizione del percorso: dal Rifugio Pordenone si scende a ovest per il bosco, quindi si attraversano le ghiaie della Val Montanaia fino sull’opposta riva dove inizia il sentiero che sale ripidamente la costa boscosa. Ben presto la pendenza si attenua e si perviene sotto ad una larga depressione ove sorgeva la Casera Le Corde (1503 m); da qui si gode una splendida vista sul Campanile di Val Montanaia. Dopo un tratto quasi pianeggiante il sentiero riprende a salire assai ripido, quindi scende ad attraversare un vallone dove è possibile trovare dell’acqua, risale l’altro versante e tocca i ruderi della Casera Col Cadorin (1743 m) Dal piatto rilievo del Col Cadorin il percorso si fa quasi orizzontale, costeggia le rocce e passa, con lievi saliscendi alcuni valloncelli. Infine si giunge ad un tratto esposto; una targa in bronzo ricorda Arturo Marini a cui è intitolato il sentiero. Vinta una salita lungo un costone coperto di baranci, si perviene al Bivacco Giusto Gervasutti (1940 m).

Scritto da Daniela


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