Sentiero attrezzato Re di Sassonia – Mercoledì 20 giugno 2018

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Sentiero attrezzato Re di Sassonia – Mercoledì 20 giugno 2018

Stemma CAI nazionale

CLUB ALPINO ITALIANO

Sezione di Cervignano del Friuli “Giusto Gervasutti”

Logo Alpinismo Giovanile
Gruppo: Ο – Alpinismo Giovanile  Ο – Escursionismo  – Escursionismo Seniores
Capo escursione: Tolloi Lucio Sverzut Livio  
Contatti: 335 1341217 328 3617576  
Grado di difficoltà: EEA Per escursionisti esperti, con attrezzatura
Tempi: anello 4.30 ore
Dislivello: 680 m km 8,5  
Itinerario: Dal parcheggio campo sportivo di Forni Avoltri per strada forestale fino alla Casera e ritorno per lo stesso itinerario di salita
Cartografia: Tabacco 019
Sentieri CAI: CAI 625 – 629 – 650
Interesse: Paesaggistico, storico
Equipaggiamento / attrezzatura Set da ferrata e casco
Pranzo: Al sacco
Luogo e ora di partenza: Ritrovo: Cervignano del Friuli sede CAI, via Garibaldi, 18, ore 7. Partenza ore 7.15
Luogo e ora di arrivo:  
Mezzo: Auto propria
Allegati:  
Note: Sarà ad insindacabile giudizio degli Accompagnatori e/o capi escursione responsabili ogni variazione di itinerario e/o programma, in funzione delle condizioni atmosferiche, del percorso e della preparazione del gruppo.
L’iscrizione all’escursione è un atto volontario che ognuno deve compiere responsabilmente. Il partecipante deve essere consapevole che l’escursione, pur se guidata da accompagnatori e/o capi-escursione di provata esperienza pratica, presenta le difficoltà illustrate nella presente relazione; pertanto è tenuto a verificare da sé il proprio effettivo grado di preparazione a garanzia della personale incolumità. La responsabilità personale del partecipante perdura per l’intera escursione e non viene meno neppure nel caso in cui l’accompagnatore e/o capo escursione non abbia esercitato la facoltà di esclusione.

Relazione:

Dal ponte sul torrente Rio Bianco, sulla strada che da Cave del Predil conduce a Sella Nevea, si imbocca il sentiero CAI 625 diretto al bivacco Brunner. Il sentiero sale costeggiando il Rio Bianco con le sue magnifiche pozze d’acqua che lo rendono particolarmente suggestivo. A circa tre quarti della salita si attraversa il greto del torrente portandosi sull’altro lato della valle ricoperta da una rigogliosa faggeta. Il sentiero continua a salire con alcuni ampi tornanti fino a giungere davanti al bivacco Brunner. Nato come casa di caccia agli inizi del 1900, faceva parte di una serie di dodici case di caccia, di proprietà di Federico Augusto III ultimo Re di Sassonia, all’interno della foresta di Tarvisio. Buon alpinista ed appassionato cacciatore il re di Sassonia ottenne in affitto dal Fondo di Religione Carinziano un ampio territorio della foresta (circa 19.000 ettari) ove almeno tre volte l’anno soggiornava per la caccia. Dalla sinistra del bivacco inizia il sentiero CAI 629 intitolato al re di Sassonia che attraversa un ultimo tratto di bosco prima di passare rasente le pareti delle Cime di Rio Bianco, lungo una cengetta detritica. Da qui iniziano le attrezzature che accompagnano i tratti più esposti e specialmente il tratto interessato dalla frana che nel 2012 ha interrotto bruscamente la percorribilità, ripristinata nel 2016. Tutto il percorso richiede all’escursionista la massima concentrazione ed un passo molto sicuro. Il sentiero prosegue su tratti rocciosi alternati a innumerevoli saliscendi tra mughi e larici sempre assistito, nei tratti più esposti, da cavi, staffe e rinforzi in legno. Oltrepassato un piccolo rio si scende un aereo sperone di mughi per imboccare un canalino friabile che si risale con l’aiuto della corda fissa. Poco dopo si incontra il sentiero CAI 650 che scende dal rifugio Corsi e che noi utilizziamo per la discesa fino alla macchina.

CLUB ALPINO ITALIANO
Sezione di Cervignano del Friuli “Giusto Gervasutti”
Via Garibaldi, 18 – 33052 Cervignano del Friuli (UD)
Tel. 0431 30283
info@caicervignano.it – www.caicervignano.it
 

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Category : Gruppo Seniores


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Monte Tudaio

Domenica 18 settembre 2016 – Monte Tudaio (2140 m)

La salita al Monte Tudaio per il sentiero attrezzato dei Mede.
INTRODUZIONE
Il Monte Tudaio è l’estrema propaggine occidentale della lunga catena dei Brentoni, sulla cima sono presenti le vecchie costruzioni fortificate risalenti alla Prima Guerra Mondiale poste a difesa della Valle del Piave. Alcuni fabbricati sono ancora parzialmente integri, anche se non è consigliato l’ingresso per il rischio di crolli.
Dalla vetta panorama a 360 gradi sul Cadore, Comelico e Friuli; si possono ammirare Antelao, Marmarole, Cadini di Misurina, Cristallo, Tre Cime di Lavaredo, Paterno e Popera.
ACCESSO
Dalla statale Alemagna, in direzione Auronzo, all’altezza Tre Ponti si devia a destra per Vigo e Laggio. Giunti a Pinè si parcheggia nei pressi dello chalet Pino solitario (880 m).
SALITA
Il sentiero inizia dietro al bar, entra nel bosco e si addentra a destra lungo la Val dei Ciariè fino a raggiungere le pareti della palestra di roccia (1070 m – 0.30’); oltrepassata si dirige verso il greto del torrente che attraversa su sassi e ghiaie per continuare la risalita sull’altro versante fra mughi e bassa vegetazione. Lo scenario si fa sempre più selvaggio tra le pareti di roccia sulla sinistra e di fronte il Monte Schiavon (2460 m).
Si taglia un ghiaione risalendo a destra la ripida colata di sfasciumi fino al bivio (cartello indicatore). Alla base delle rocce si imbocca il “Sentiero dei Mede” (1440 m), ora a sinistra sotto la parete e successivamente a tagliare la parte mediana di un ghiaione chiuso in alto a destra da uno scuro canalone. Nei pressi di una ulteriore indicazione si rientra nella vegetazione su un tratto alquanto ripido e faticoso ma comunque scalinato, con i primi scorci panoramici sulla Valle del Piave e sul Cadore; si asseconda un tratto su cenge erbose, quasi un falsopiano fra alberi e mughi, fin sotto il primo evidente tratto attrezzato (1500 m – 1.20’). Si superano i primi metri con facilità, risalendo poi ancora nel bosco. Il percorso diventa tortuoso e ripido avvicinandosi alla parete del Tudaio. Un altro tratto attrezzato aiuta a superare un breve tratto esposto su roccette, poco sopra uno stretto canalone alla nostra sinistra.
Dopo alcune cenge erbose si prosegue fin sotto l’ultimo tratto attrezzato con funi che disegnano una risalita a zig zag lungo una parete lavorata (attenzione a non smuovere sassi). Si è ora in vista degli edifici meridionali del forte e, superato un ultimo tratto faticoso fra i mughi, si giunge alle vecchie costruzioni ed in breve alla vetta (2140 m – 2.00). Ampi panorami sulle tre valli sottostanti e sulla vicina Cima Bragagnina (2281 m).
DISCESA Dalla grande galleria di accesso su segnavia 339 si scende seguendo gli infiniti tornanti del versante ovest lungo la vecchia strada militare; alcuni cartelli raccontano la storia del sito e dei lavori svolti. Dopo 35 tornanti e poco più di 8 km si giunge al parcheggio (880 m – 2.30’).
NOTE il sentiero dei Mede, pur non rappresentando particolari difficoltà, va affrontato con buona preparazione e cautela anche su tratti solo apparentemente semplici. Il percorso è nel suo complesso di poco superiore a 16 km. Portare acqua in quanto non ci sono sorgenti.
Difficoltà: EEA
Dislivello: 1260 m dallo chalet Pino Solitario
Versante: Sud – Sud ovest
Tempi: 4,00 ore in salita, 2,30 in discesa
Materiale: imbrago, set di assicurazione e casco
Trasporti: auto private
Referenti: ONC Minisini Loretta 348 6530 263, Viotto Stefano 340 6790 399


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Monte Mangart 2679 m

Domenica 10 luglio 2016 – Monte Mangart (2677 m)

Salita al Monte Mangart per la via ferrata italiana e slovena.

Nelle vicinanze del passo Predil,a quota 1095 m, si stacca una stradina asfaltata a pagamento, percorribile con l’automobile per ca. 12 km. Percorsa con cautela, ci porteremo nei pressi della vicina Forcella della Lavina (2055 m) dove cominceremo l’escursione vera e propria al Monte Mangart. Nelle vicinanze del casello per il pagamento, potremo notare l’enorme frana che nel dicembre 2000 si staccò dalla montagna investendo l’abitato di Breto.

SALITA
Percorreremo il sentiero che conduce verso E alla via normale, (molto panoramico con vista dei laghi di Fusine) e lasciatolo a dx poco prima di giungere al bivio per la ferrata slovena, scollineremo verso N la forcella Mangart 2166 (ore 0.40). Scenderemo rapidamente il ripido versante erboso sotto la cima del Travnik, che conduce al bivacco Nogara a quota 1850.(ore 0.30) .
Questo è un luogo prediletto da sempre da un gregge di pecore locali. Poco distante (ore 0.10) inizia la via ferrata Italiana costruita dal Corpo degli Alpini negli anni cinquanta per permettere la salita della vetta senza sconfinare in territorio jugoslavo. L’itinerario, abbastanza impegnativo ed esposto, ma non impossibile, percorre brevi paretine verticali con forte esposizione, camini e cenge attrezzate molto bene, che ci riporteranno alla cresta, nelle vicinanze della via normale, in un catino detritico a quota 2250 m (ore 1.45-2.00).
Qui, invece di seguire la traccia per la via normale si prende, ad un bivio, un sentiero che ci porterà sotto la parete ovest del “cupolone”(0.40). Vicino ad una targa parte la ferrata nel punto dove la parete è più debole (cavi metallici). Il sentiero successivamente entra nel caratteristico canale che si nota benissimo dal parcheggio, dove sale mantenendo alternativamente la destra e l´interno del canale stesso.
Al termine si giunge alla spalla detritica dove termina la ripida parete ovest (ore 0,50), da qui si continua verso sinistra dove giacciono dei grossi blocchi di roccia facilmente superabili. Superato un canale la traccia sale tra rocce e detriti sul largo dosso WSW fino in vetta (ore 0,20).

DISCESA
Soluzione A Ripercorrere la via normale slovena (ore 1.30).
Soluzione B Scenderemo la frastagliata cresta est tra roccette e detriti. Ad una selletta si svolta a sinistra sull’ampio cengione spiovente ed esposto a Nord caratterizzato da placche di calcare sporcato da detriti e quasi sicuramente con residui di neve; scenderemo la grande conca, dapprima rocciosa con brevi tratti attrezzati e poi su sentiero a tratti ghiaioso e roccioso fino poco sopra Forcella Mangart (2263 m).
Rientrati in territorio sloveno ci riporteremo sui terrazzi erbosi presso Forcella della Lavinia ed all’auto in sosta (ore 2,00 dalla vetta).
Presentazione dell’escursione con foto giovedi 7 luglio ore 21.30 in sede sociale.

Difficoltà: EEA imbrago – set autoassicurazione – casco
Disl. salita: 900 m + discesa 900
Tempi salita: ore 4,30-5,00 + discesa ore 3,00-3,30
Partenza sede sociale: ore 06.30
Referenti: ASE Boemo Cristian 348 7693599, Tecovich Alessandro 348 0714824
Trasporti: auto private


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