Bivacco Carnizza 1457 m – Domenica 12 marzo 2017

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Bivacco Carnizza

Bivacco Carnizza 1457 m – Domenica 12 marzo 2017

Situato a 1457 m, sopra un dosso attorniato da alte pareti nel vallone della Carnizza di Riofreddo, il Bivacco Carnizza è praticamente nuovo, inaugurato nel 2012.

Lo si può intravvedere già da lontano, quando si cammina sulla strada forestale che percorre tutta la lunga Valle di Riofreddo. Alti faggi e qualche abete gli fanno da guardiani. Da qui nasce il sentiero 630, denominato sentiero Puppis , che si inerpica fino a Forc. di Rio Bianco e scende ad incrociare il sent. 625 che proviene dai bivacchi Brunner e Gorizia.

Bivacco Calligaris
L’escursione parte dalla località di Riofreddo (817 m) e salutato San Giovanni Nepomuceno, come già detto in precedenza, percorreremo la lunga valle incastrata tra il M.te Florianca a NW, la Cima Cacciatore a W e il monte Re ad E . Dopo 5 km (1.30 h), lasciato a sx il sentiero per Cave del Predil (s. 615) q. 1040 m percorreremo la strada che comincia leggermente a salire e ci condurrà fino a 1320 m (0.45-1.00 h) dove troveremo le indicazioni per il bivacco. La strada a questo punto devia a dx e sale a Sella Prasnig, passando sotto le Cime delle Rondini. Noi proseguiremo per un pendio spoglio da alberi e poi in traverso saliremo in direzione S puntando al bivacco, tra arbusti e rocce Ancora qualche sforzo in salita, arriveremo alla costruzione (0.45 h). Se la visibilità lo consentirà, potremmo ammirare le pareti della Cima delle Cenge, la Vetta Bella, la Cima Piccola della Scala, Cima del Vallone ,Cima di Rio Freddo ed inoltre le Cime delle Vergini e tutta la valle percorsa con il monte Re che la domina.
Dislivello: 640 m
Diff.: F- EAI
Altitudine min.: 817 m
Altitudine max.: 1457 m
Tempo di percorrenza: salita 3.15 discesa 3.00
Trasporto mezzi propri
Coordinatori: ASE Boemo Cristian 348 7693599 Sattolo Michele 340 7114846
Presentazione dell’escursione con immagini giovedì 9 ore 21.15 in sede sociale.

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Rifugio Maset

Rifugio Maset e anello del Col dei Scios – Mercoledì 8 marzo 2017

Il Pian del Cansiglio dove si trova il Col dei Scios,  è situato a cavallo tra le provincie di Belluno, Treviso e Pordenone e si eleva rapidamente dalla pianura sottostante per oltre 1000 metri d’altitudine.

Quasi tutto il suo territorio è ricoperto da selve che prendono il nome di  foresta del Cansiglio. Predomina soprattutto la faggeta, autoctona e specie non autoctone, come le aghifoglie (soprattutto abete rosso). Le particolarità climatiche della conca, inoltre, fanno sì che la distribuzione delle specie vegetali sia invertita, per cui piante tipiche degli ambienti più freddi si trovano a basse altitudini e viceversa. Di grande effetto visivo è la presenza in primavera di una estesa fioritura nemorale di Anemone, sotto la faggeta.
Sul Pian del Cansiglio sopravvive una minuscola isola linguistica cimbra. Essi raggiunsero per la prima volta il bosco nel 1707, prosperando grazie alle loro abilità di scatoleri (costruttori di scatole generalmente in legno di faggio).
Nel 1404, Il Cansiglio passò con Belluno alla Serenissima. Nel 1548 la Repubblica di Venezia vi insediò un Capitano Forestale che controllasse attentamente lo sfruttamento delle risorse boschive, utili soprattutto alla realizzazione di remi. A testimonianza dell’enorme importanza della zona boschiva per la Serenissima: di ogni albero veniva annotata l’età e la previsione di taglio; erano previste pene severe per i trasgressori; inoltre, era legislativamente statuito che la figlia del guardaboschi del Cansiglio, pur non appartenendo alla nobiltà, potesse maritarsi con l’aristocrazia veneziana.

Rifugio Maset
Giunti a Passo La Crosetta, provenendo da Caneva, e lasciata l’auto, si imbocca il sentiero CAI 991 che si inoltra nella foresta e in circa ore 1,30 di cammino senza grossa pendenza arriva nei pressi del cosidetto rifugio Maset attualmente ad uso privato. Al bivio che si incontra pochi minuti prima del rifugio si svolta a sinistra, seguendo sempre lo stesso sentiero che con una serie di leggeri saliscendi ci fa aggirare il Col Dei Scios. Al bivio successivo si lascia il sentiero 991 per seguire, in leggera discesa, la strada forestale con segnavia CAI 981 fin ad un successivo bivio dove seguendo la forestale di destra ci conduce al già citato rifugio Maset chiudendo così un primo anello. Dal rifugio quindi si segue la strada forestale che lo collega a La Crosetta a completare un secondo anello.
Carta Tabacco: 012
Dislivello: 400 m
Difficoltà: F-EAI
Altitudine min: 1118 m
Altitudine max: 1359 m
Tempo totale: ore 4,30
Trasporto: mezzi propri
Coordinatori: Livio Sverzut 328 3617576 e Lucio Tolloi 335 1341217

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Mercoledì 15 febbraio 2017 – Monte FORNO (1509 m)

Il Monte Forno che si trova situato a cavallo della valle del Gail e la Valromana e rappresenta il punto di incontro di tre confini, Italia, Slovenia ed Austria.

Per la sua posizione offre un notevole panorama verso le Alpi Giulie e le Alpi Carniche, nonché un ampia vista verso Villaco e le vallate austriache.
Il percorso inizierà dal paesino di Rateče, primo centro abitato della Slovenia dopo il valico di Fusine. Dal centro del paese si prenderà una strada forestale, con indicazione per il rifugio Planiski Dom Tromeja, che si dirige verso il confine italiano per poi piegare nuovamente verso il territorio sloveno. Il silenzio la fa da padrone, i boschi assorbono i rumori che la strada principale produce. La salita è dolce, senza difficoltà fino al bivio che porta al rifugio Planiski Dom Tromeja e subito dopo ad un secondo bivio dove si svolta a sinistra per un sentiero che sale più ripido fino alla cima. Dalla cima è ampio il panorama sia sulla piana di Villacco sia sulle alpi Giulie dove si riconoscono dal Mangart alle Moistocche, dalla Ponza Grande allo Jalovec, dal Prisojnik al Razor fino al Triglav. Per la discesa si prende la strada forestale che con un anello ci riconduce a Rateče.
Dislivello: 640 m
Difficoltà: F-EAI
Altitudine min: 865 m
Altitudine max: 1508 m
Tempo del percorso: salita ore 2 discesa ore 1,30
Trasporto: mezzi propri
Coordinatori: Gianni Bertoldi 335 6293453 e Diego Tuniz 347 9758157

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