Author Archives: Luca Martino Duri

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Anello del Monte Amarianutte da Pissebus – 15 ottobre 2017

Il monte Amarianutte è un avancorpo dell’Amariana alto 1083 m e posto a sud ovest rispetto a quest’ultima.

Volontari del CAI di Tolmezzo, hanno ripristinato e segnalato due vecchi sentieri che permettono di effettuare un anello attorno al monte, passando per la panoramica cima. Lascieremo l’auto di fronte all’ex polveriera di Pissebus (ampio parcheggio) e percorsi circa 400 m in direzione di Tolmezzo sulla strada asfaltata, all’altezza di un ponte su un torrente, imboccheremo l’evidente pista che inizia sulla destra (303 m). Cominceremo a percorrere questa pista con moderata pendenza seguendo i bolli rossi e subito dopo ad un primo bivio prenderemo a destra. Entrati in una macchia di pini neri, il successivo bivio segnalato da cartelli, ci indicherà i due sentieri che seguiremo durante l’escursione; svolteremo a sinistra e percorreremo il più ripido Troi di Cjadin. Qui inizierà la salita vera e propria, che prima per traversi verso nord con vista costante sulle ghiaie dei Rivoli Bianchi e successivamente dopo svolta repentina, verso est, con tratti a volte davvero ripidi ci porterà sulla cima dell’Amarianutte, ometto e libro di vetta. Bellissima vista sull’imponente mole dell’Amariana. Per il ritorno percorreremo invece il Troi di Martin più agevole e panoramico del primo. Percorreremo inizialmente un tratto di cresta e poi attraversando due ripiani successivi alternati da tratti di ripido sentiero, raggiungeremo a quota 768 m un belvedere naturale situato sopra un prato sommitale sospeso sulla valle del Tagliamento (cartello). Quindi proseguiremo ancora notando le tracce dell’incendio sviluppatesi pochi anni fa fino a raggiungere il bivio tra i due sentieri come all’andata, dove svolteremo a sinistra e attraverso la pista già percorsa all’andata arriveremo nuovamente alle auto.

Carta Tabacco: 13
Dislivello: 700 m
Lunghezza: 7,2 km
Difficoltà: EE
Tempo: 5h
Coordinatori: Ciro Cargnelli 338 3821476 e Luca Durì 328 1027056

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Panorama dal Monte Cucco

Anello del Monte CUCCO da Piano d’Arta – 12 giugno 2016

L’escursione dell’Anello del Monte Cucco da Piano d’Arta era prevista per il 5 giugno 2016, ma a causa delle condizioni climatiche avverse è stato deciso il suo posticipo al 12 giugno 2016.

Giunti a Piano d’Arta si segue la strada che porta a Braida d’Alzeri. Oltrepassato il rio Radice, in prossimità del cimitero si svolta a destra per una ripida stradina che porta ad una azienda agricola e alla cappella votiva della Maina della Madonute (620 m). Qui si segue la carrareccia di sinistra che risale la verde radura e si addentra nel bosco. Si trascura un primo sentiero diretto ai Lander, dopo poche decine di metri si trova sulla sinistra uno slargo dove si può parcheggiare.
Ci si incammina sulla carrareccia e dopo un breve tratto si imbocca a sinistra una mulattiera (indicazione “SENTIERO LANDER” segn. 408) che oltrepassa una fascia boscosa e raggiunge il sentiero precedentemente evitato. Le condizioni di questo tratto non sono tra le migliori, pini caduti da superare e tratti franati. Si continua a salire in una fitta pineta, dove i pochi raggi di sole che riescono a penetrare le fitte ramaglie uniti alla leggera nebbia creata dal dissolversi della rugiada, creano un’atmosfera irreale e fatata. Superata la bella radura di Paruscìn, con al centro un tipico stavolo, ci si addentra nuovamente nell’abetaia che viene poi sostituita dalla faggeta, fino a raggiungere ampi sprazzi prativi occupati da un rustico (m. 1165). Giunti in prossimità del bivio per il monte Rivo si svolta a destra e attraversato un rado bosco si giunge al panoramico terrazzo del Bivacco Lander (1190 m, ore 1.30), inerpicandosi sul pendio retrostante il bivacco è possibile affacciarsi al grandioso scoscendimento del monte Cucco detto “lis vinadiis” (forre, voragini) caratterizzato da bizzarri e friabili campanili. Continuando sull’incerto sentiero che costeggia la frana si raggiunge la cima del Monte Rivo.
Percorrendo a ritroso l’ultimo tratto del sentiero fino al bivio, si riprende il sentiero 408, che prosegue con modesta pendenza nel sottobosco, si oltrepassa il costone di Mondovana incontrando diversi alberi caduti da aggirare, si raggiunge Casera Monte Cucco (1445 m, ore 2.15). Alla casera, dopo aver oltrepassato una radura ricoperta da rigogliose piante di ortica, si abbandona il sentiero 408 per immettersi a destra sul 408a che porta alla sommità del Monte di Rivo, sul bordo della colossale erosione. Si segue brevemente il filo di cresta verso est per poi ridiscendere sul pendio settentrionale e raggiungere una pietraia da risalire, facendo molta attenzione a non perdere il segnavia, per guadagnare la cresta sommitale, quindi in direzione sud-est per roccette ricoperte di mughi si la cima del Monte Cucco (1804 m, ore 3.40).
Dalla cima si continua per prati e roccette fino a confluire con il sentiero 409 che si segue verso destra sovrastando la Malga Cucco di Sotto. Si procede su di un ripido ed incerto pendio erboso per raggiungere verso sud un’esile dorsale, da dove è visibile il minore e meno conosciuto catino franoso del Monte Salin, ci si abbassa cautamente sul filo di cresta fino a raggiungere una selletta rivolta a nord verso l’anfiteatro dei Lander. Si discende un canale e ci si inoltra nel bosco Faéit, dove una trattorabile ci ricollega alla carrareccia, che imboccata a destra, ci riporta alla Maina della Madonute (ore 6.00).
Coordinatori: Durì Luca 328 1027056 e Filippo Alessandro 339 3266319

Note Tecniche
Difficoltà: EE
Attrezzatura: Abbigliamento normale da montagna, pedule
Tempi: ore 7 soste escluse
Dislivello: 570 m al Bivacco Lander, 1250 m al M. Cucco
Cartografia: cartina nr. 9 Casa Editrice Tabacco
Sentieri: 408, 408a e 409


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