Domenica 2 giugno 2019 – Anello del Monte Rodolino (1700 m)

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Domenica 2 giugno 2019 – Anello del Monte Rodolino (1700 m)

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Stemma CAI nazionale

CLUB ALPINO ITALIANO

Sezione di Cervignano del Friuli “Giusto Gervasutti”

Logo Alpinismo Giovanile
Gruppo: Ο – Alpinismo Giovanile – Escursionismo Ο – Escursionismo Seniores
Capo escursione:

Ciro Cargnelli

Andrea Goat

 
Contatti:

338 3821476

348 9017424

 
Grado di difficoltà: EE Per escursionisti esperti
Tempi:

7 ore circa

Dislivello: Salita 1.100 m Discesa: 1.200 m  
Itinerario:

Escursione ad anello da Poffabro (fraz. Taviela 600 m), salita a Forc. Racli (1.590 m) per il sent.n. 968, traversata per cresta toccando la cima del M. Rodolino (1.700 m) fino a Forc. Salinchieit (1.459 m), discesa per il sent.n. 973a a Poffabro (506 m)

Cartografia: Tabacco 1:25000 foglio 28
Sentieri CAI:

in salita n. 968 – in discesa n. 973a

Interesse:

Paesaggistico: splendida visuale sulle Dolomiti friulane e sulla pianura a perdita d’occhio lungo tutto il percorso di cresta.

Equipaggiamento / attrezzatura

Abbigliamento normale escursionistico estivo, berretto, occhiali e crema da sole. Giacca a vento impermeabile e giubbino in caso di vento in cresta o pioggia. Pedule. Bastoncini.

Pranzo:

Al sacco, non c’è acqua lungo il percorso.

Luogo e ora di partenza: Ritrovo: Cervignano del Friuli sede CAI, via Garibaldi, 18, ore 6:30. Partenza ore 6:45
Luogo e ora di arrivo: Cervignano del Friuli sede CAI, via Garibaldi, 18, ore 17:30 circa
Mezzo: Auto propria
Allegati:  
Note: Sarà ad insindacabile giudizio degli Accompagnatori e/o capi escursione responsabili ogni variazione di itinerario e/o programma, in funzione delle condizioni atmosferiche, del percorso e della preparazione del gruppo.
L’iscrizione all’escursione è un atto volontario che ognuno deve compiere responsabilmente. Il partecipante deve essere consapevole che l’escursione, pur se guidata da accompagnatori e/o capi-escursione di provata esperienza pratica, presenta le difficoltà illustrate nella presente relazione; pertanto è tenuto a verificare da sé il proprio effettivo grado di preparazione a garanzia della personale incolumità. La responsabilità personale del partecipante perdura per l’intera escursione e non viene meno neppure nel caso in cui l’accompagnatore e/o capo escursione non abbia esercitato la facoltà di esclusione.

Relazione:

Lasciati i mezzi a Taviele si prosegue su asfalto fino alla strada sterrata, raggiungendo in breve la partenza poco evidente del sentiero 968 (due attacchi sulla destra a poca distanza l’uno dall’altro). All’interno del bosco fare attenzione alla segnaletica sugli alberi scegliendo il sentiero che sale il versante in massima pendenza. Raggiunta una costruzione in blocchi di cemento, si prosegue sulla destra sempre all’interno del bosco. Quando questo si dirada, prima di uscire sui pendii erbosi, fare attenzione a non perdere sulla sinistra la traccia che sale in massima pendenza alla fascia rocciosa che scende dal M. Ortat. Qui il sentiero piega a destra tagliando in diagonale alcune balze erbose ripide ed esposte. Traversando gli ultimi metri si raggiunge il canalino detritico che scende da Forcella Racli. Non imboccarlo e proseguire ancora sulla dx, oltrepassando due piccoli larici, e risalire per zolle erbose e roccette sempre più ripide fino a raggiungere il piccolo intaglio di Forcella Racli (1.590 m) dove la vista si apre verso la Val Silisia e la conca di Casera Valine.

Risalire direttamente la parete dx della forcella superando alcuni metri intorno al 1° grado, oltre i quali si è in cresta. Con l’aiuto di un segnavia circolare fucsia si segue il percorso accidentato e dentellato, che si supera senza particolari difficoltà, prestando attenzione ad alcuni punti esposti, che porta ad una piccola anticima e quindi alla cima del Monte Rodolino (1.700 m, ancona e libro di vetta).

Dalla cima si prosegue lungamente, con continui saliscendi e qualche esposizione, per il facile e frastagliato crinale orientale, seguendo i segnavia (tenere presente che senza di questi – in caso di nebbia – la cresta per la sua conformazione diventa impercorribile ed estremamente pericolosa). Superate numerose anticime, nel punto in cui la cresta si sfalda in due parti, scendere sulla dx fino ad una spalla e qui piegare decisamente a sx (segnale su un masso) seguendo un ripido traverso in discesa fino a guadagnare il filo della dorsale di sx, in corrispondenza di una macchia di mughi, attraversata la quale si scende senza ulteriori difficoltà alla Forcella Salinchieit (1.459 m cartello).

Da qui si imbocca il sentiero CAI n. 973a che conduce in centro a Poffabro. Il sentiero, che nella parte sommitale ha qualche tratto notevolmente esposto e presenta qualche passaggio delicato per la franosità del terreno, grazie ad alcuni tratti in massima pendenza consente di percorre con una certa rapidità i 900 m di dislivello che ci separano dal paese.

Complessivamente l’escursione richiede un buon allenamento, esperienza ed una sicura confidenza con l’ambiente montano, in presenza dei quali regala un’esperienza sicuramente remunerativa ed anche un pizzico d’avventura in un ambiente integro e poco frequentato.

CLUB ALPINO ITALIANO
Sezione di Cervignano del Friuli “Giusto Gervasutti”
Via Garibaldi, 18 – 33052 Cervignano del Friuli (UD)
Tel. 0431 30283
info@caicervignano.it – www.caicervignano.it
 

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