Ponta del Sorapiss (3205 m) da SO – via Grohmann 1864 – Sabato 7 e domenica 8 settembre 2019

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Ponta del Sorapiss (3205 m) da SO – via Grohmann 1864 – Sabato 7 e domenica 8 settembre 2019

Stemma CAI nazionale

CLUB ALPINO ITALIANO

Sezione di Cervignano del Friuli “Giusto Gervasutti”

Logo Alpinismo Giovanile
Gruppo: Ο – Alpinismo Giovanile  Ο – Escursionismo – Quota 2000
Capo escursione:

Ivano Roppa

Carlo Vrech

 
Contatti:

347 4049868

335 1858723

 
Grado di difficoltà:

EE – AR – I° e II° con pass. di III° – PD+

Tempi:

Sab. salita h 1:20 – dom. salita h 5:30 + discesa h 6:00

Dislivello:

Salita 1° giorno 500 m – 2° giorno 1380 m

Discesa 1° giorno 0 m 2° giorno 1900 m

 
Itinerario:

1° giorno : dal parcheggio (1300 m) si raggiunge il rifugio San Marco (1823 m).
2° giorno dal rif. salita alla cima (3205 m) attraverso la via normale dal versante SO.

Cartografia: Tabacco n. 016
Sentieri CAI:

sent. 228 – 246

Interesse:

Alpinistico, paesaggistico.  

Equipaggiamento / attrezzatura

Abbigliamento da media montagna.
Attrezzatura: imbragatura, casco, necessario per discesa in corda doppia. Varie: occhiali da sole, crema solare, saccolenzuolo per pernotto in rifugio.

Pranzo:

Sabato: mezza pensione al Rifugio (pranzo a casa). Domenica: pranzo al sacco, cena lungo il ritorno.

Luogo e ora di partenza: Ritrovo: Cervignano del Friuli sede CAI, via Garibaldi, 18, 

sabato ore 12:45. Partenza ore 13:00.

Luogo e ora di arrivo: Cervignano del Friuli sede CAI, via Garibaldi, 18, ore 

22:00-23:00

circa

Mezzo: Auto propria
Allegati:

Vista la natura della salita, le iscrizioni sono a numero chiuso. Le iscrizioni sono da effettuarsi al giovedì sera presso la sede sociale e prevedono una caparra di euro 10 per la prenotazione del rifugio.

L’escursione sarà presentata giovedì 22 agosto e giovedì 5 settembre 2019 presso Cervignano del Friuli sede CAI,.

Per qualsiasi informazione logistica e tecnica, contattare il capo escursione.

Note: Sarà ad insindacabile giudizio degli Accompagnatori e/o capi escursione responsabili ogni variazione di itinerario e/o programma, in funzione delle condizioni atmosferiche, del percorso e della preparazione del gruppo.
L’iscrizione all’escursione è un atto volontario che ognuno deve compiere responsabilmente. Il partecipante deve essere consapevole che l’escursione, pur se guidata da accompagnatori e/o capi-escursione di provata esperienza pratica, presenta le difficoltà illustrate nella presente relazione; pertanto è tenuto a verificare da sé il proprio effettivo grado di preparazione a garanzia della personale incolumità. La responsabilità personale del partecipante perdura per l’intera escursione e non viene meno neppure nel caso in cui l’accompagnatore e/o capo escursione non abbia esercitato la facoltà di esclusione.

Relazione:

Introduzione:
Il Sorapiss costituisce una delle più importanti cime del Cadore e dei 3000 delle Dolomiti.
La via normale presenta difficoltà alpinistiche non elevate (PD+, I° e II° con passaggio di III°) ma è piuttosto lunga e faticosa, si svolge in ambiente severo e la qualità della roccia è appena discreta.
Proprio per queste sue caratteristiche è molto facile trovarsi da soli a godere in via esclusiva della bellezza di questa salita.
Solo qualche bollo e rari ometti indicano la via, permettendo così a pochi ma veri appassionati di questo genere di salite, di vivere ancora un’esperienza di vera montagna.
Panorama completo a 360° per chi raggiunge la vetta.

Curiosità storica:
Proprio sul Sorapiss è stata inventata la tecnica di discesa in corda doppia. La guida Checco Lacedelli che accompagnò Grohmann nella prima salita a questa cima (1864) durante la discesa, a causa di un errore di percorso, ebbe la geniale idea di passare la corda attorno ad uno spuntone e di recuperarla tirandone un capo. Questa mossa consentì alla guida e al suo cliente di arrivare a Cortina sani e salvi, dopo 22 ore passate su questa montagna.


Salita:
GIORNO 1:
Si parcheggia poco più in alto della partenza degli impianti che portano al rifugio Scotter e si intraprende la mulattiera/sentiero 228 che porta al rifugio San Marco (h 1:20).

GIORNO 2:
Dal rifugio San Marco (1823 m) si parte sul sentiero 226 fino alla Forcella Grande (2255 m). Da qui si sale a sinistra (sentiero 246) per l’evidente vallone (Fond De Rusec) che scende dal Sorapiss fino al bivacco Slataper (2600m). Dal bivacco si sale a destra il ghiaione che in pochi minuti porta all’attacco della via normale. Di seguito la descrizione della salita vera e propria:

Cengia bassa e camino:
alla base delle rocce una freccia rossa indica l’attacco della via; si attacca una paretina di II°- che porta sulla prima cengia rocciosa della parte bassa della parete.
Si percorre la cengia verso sinistra per circa 100m (esposto con roccette) fino alla base di 2 marcati camini di circa 15 m. S’imbocca quello di sinistra e lo si risale (pass. II°+) fino a metà dove un grosso masso incastrato interrompe il camino a metà. Si prosegue in spaccata sulle due pareti levigate superando il masso (III°, 1 chiodo con cordino, passaggio chiave della via) e proseguendo fino ad un colletto di ghiaie all’uscita del camino (6 m, II°) dove si trovano 2 chiodi per la calata in doppia da 20 m da effettuare in discesa.

Cengia mediana e superiore:
dal colletto si sale verso destra per salti di roccia ben gradinata (I°/II°) fino alla base del «Giaron Alto», la conca ghiaiosa al centro della parete. Si segue la cengia verso sinistra verso la Croda Marcora, per tracce di sentiero su ghiaie, proseguendo fino allo spigolo di rocce giallo-nere della Croda.
Si salgono alcune ripide lastronate di roccia coperta di ghiaino e quindi si piega a destra salendo per la lunga cengia superiore che dirige in diagonale verso destra, arrivando sotto i torrioni di cresta.
Da qui, a destra per rampa inclinata (15 m, I°+, esposto, ghiaino), si prosegue per canale di sfasciumi fino ad un crinale di roccette e poi si devia a destra in direzione di un roccione bianco con ometto.
Seguendo in successione alcune cenge, canali e tratti di cresta, si arriva al canalone che si apre sotto la cima.

Cima:
si sale il lato sinistro del canale per una parete di 15 m con un breve camino (II°, aereo ed esposto) da cui si esce a destra su cengetta con spezzone di corda e 2 chiodi, utili per calata di 7-8 m, in discesa.
Infine, un canale gradinato conduce alla cresta finale che finisce sul piatto pianerottolo della cima con la croce di vetta (h 2:30 dall’attacco).

Discesa:
Come per la salita con un’eventuale breve calata in doppia sul camino sotto la cima e ripercorrendo la via di salita fino al colletto di ghiaie, sopra al camino iniziale.
Qui si effettua una calata in doppia di circa 20 m quindi a ritroso fino al parcheggio, passando per il Fond De Rusec, bivacco Slataper, Forcella Grande e rifugio San Marco e rifugio Scotter.

Considerando l’elevata perdita di liquidi legata alla durata dell’escursione, è consigliabile consumare una bevanda a base di malto e luppolo, detta «birra», in entrambi i 2 rifugi che si incontrano lungo il ritorno.

CLUB ALPINO ITALIANO
Sezione di Cervignano del Friuli “Giusto Gervasutti”
Via Garibaldi, 18 – 33052 Cervignano del Friuli (UD)
Tel. 0431 30283
info@caicervignano.it – www.caicervignano.it
 


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Majostrovka cartelli

Mala Mojstrovka 2.332 m – 21 luglio 2019 – ferrata Hanzova Pot

Stemma CAI nazionale

CLUB ALPINO ITALIANO

Sezione di Cervignano del Friuli “Giusto Gervasutti”

Logo Alpinismo Giovanile
Gruppo: Ο – Alpinismo Giovanile – Escursionismo Ο – Escursionismo Seniores
Capo escursione: Nico Quattrocchi AE Boemo Cristian  
Contatti: 371 3184138 348 7693599  
Grado di difficoltà: EEA-PD Ferrata poco difficile
Tempi: salita 2:45-3:00 discesa 1:00-1:15
Dislivello: Salita 800 m Discesa: 800 m  
Itinerario: P.so Vrsic 1611, p.so Vratica 1799 (0:20 min) attacco ferrata Hanzova Pot 1800 m (0:40) preparazione. Salita alla cima Mala Mojstrovka 1:30-1:45. Discesa. forc. Vratca 1983 m (0:30) passo Vrsic 1611 m (0:30)
Cartografia: Tabacco 1:25000 foglio 065 Alpi Giulie Orientali
Sentieri CAI:  
Interesse: Geologico, paesaggistico
Equipaggiamento / attrezzatura imbragatura, casco, set ferrata (attrezzature omologate) calzature adeguate.
Pranzo: Al sacco, è possibile al rifugio
Luogo e ora di partenza: Partenza: Cervignano del Friuli sede CAI, via Garibaldi, 18, ore 6:30. . Ritrovo a Pulfero bar fronte Municipio 7:15
Luogo e ora di arrivo: Cervignano del Friuli sede CAI, via Garibaldi, 18, ore 16:30 circa
Mezzo: Auto propria
Allegati:  
Note: Sarà ad insindacabile giudizio degli Accompagnatori e/o capi escursione responsabili ogni variazione di itinerario e/o programma, in funzione delle condizioni atmosferiche, del percorso e della preparazione del gruppo.
L’iscrizione all’escursione è un atto volontario che ognuno deve compiere responsabilmente. Il partecipante deve essere consapevole che l’escursione, pur se guidata da accompagnatori e/o capi-escursione di provata esperienza pratica, presenta le difficoltà illustrate nella presente relazione; pertanto è tenuto a verificare da sé il proprio effettivo grado di preparazione a garanzia della personale incolumità. La responsabilità personale del partecipante perdura per l’intera escursione e non viene meno neppure nel caso in cui l’accompagnatore e/o capo escursione non abbia esercitato la facoltà di esclusione.

Relazione:

La ricognizione pre escursione ha indotto i responsabili a sostituire la meta del programma di domenica 21 luglio. Un cartello eloquente, informazioni raccolte al rifugio delle Sorgenti dell’Isonzo, sono stati determinanti per questa decisione. Si cambia meta. Meno impegnativa, ma altrettanto soddisfacente. Una ferrata, una cima panoramicissima. La Mala Mojstrovka è la più orientale delle tre M. la più vicina al passo Vrsic, la più bassa delle tre, alta 2332 metri. Le altre due sono la Zadnja M. di 2369 m e la Velika M. di 2366 m. Mentre il versante S degrada con tipici lastroni inclinati sporchi di detrito di roccia sfaldata, il versante N ,degrada con una parete di ca. 300 m sovrastata da una grande cengia/terrazza detritica ed un ultimo salto di roccette articolate di ca. 100 m. Visto che tra le due guerre qui passava il confine italo-Yugoslavo, per raggiungere agevolmente la cima gli alpinisti slavi realizzarono un via artificiale, con cavo, pioli e staffe dal nome Hanzova pot. Salita: Lasciato il parcheggio di P.so Vrsic in direzione N si sale agevolmente per sentiero ben segnato e battuto fino a Forc. Vratica a 1799 m in 20 min. Da qui per sentiero in mezza costa si percorre il ghiaione della parete N fino ad arrivare sotto dei grossi massi e all’evidente rampa. Il percorso attrezzato sfrutta la grande rampa obliqua che parte dai ghiaioni basali ed arriva quasi a metà parete. Di seguito, sfruttando una serie di paretine verticali, qualche camino e percorrendo tipiche cenge un po esposte, esso sale spostandosi a dx e sinistra sulla grande parete all’ombra.

Mojstrovka ferrata

La difficoltà non è mai superiore al I° grado. Qualche passaggio non è protetto da cavo, caratteristica delle ferrate storiche d’oltre confine. a quasi 2100 m hanno termine le attrezzature. Il sentiero attraversa la grande terrazza detritica sui 2200 m. Da qui prende in direzione dello spigolo W del cupolone finale e si snoda tra salti di roccia consentendo una divertente arrampicata per giungere alla cima Mala Mojstrovka. Se la giornata lo consentirà, da qui la vista si poserà sulle cime più importanti delle Giulie. Ma non solamente. La discesa, come anticipato, percorre il versante S tra i lastroni e detriti rocciosi fino, a raggiungere la forc. Vratca a 1983 m e di qui sempre per sentiero evidente ma disagevole per la franosità del sedime si raggiunge il comodo sentiero fino al parcheggio del passo Vrsic . (facoltativo,da valutare al momento: Possibilità di salire alle altre due cime) disl. salita + 200 m tempo A/R 1:30 EE Percorso stradale: partenza da sede CAI Cervignano 6:30, ritrovo caffè Bar fronte Municipio Pulfero ore 7:15, Caporeto, Bovec, Val Trenta, direzione Kraniska Gora. (Circa 120 km) PRESENTAZIONE ESCURSIONE + iscrizioni GIOVEDì 18 luglio ore 21:15 sede sociale Cai Cervignano. Da visitare nelle vicinanze: Sorgenti del fiume Isonzo – Monumento a Julius Kugj – Giardino Botanico – Ufficio informazioni Parco del Tricorno.

CLUB ALPINO ITALIANO
Sezione di Cervignano del Friuli “Giusto Gervasutti”
Via Garibaldi, 18 – 33052 Cervignano del Friuli (UD)
Tel. 0431 30283
info@caicervignano.it – www.caicervignano.it
 

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Ferrata della Memoria – Val Vajont – 6 maggio 2018

Stemma CAI nazionale

CLUB ALPINO ITALIANO

Sezione di Cervignano del Friuli “Giusto Gervasutti”

Logo Alpinismo Giovanile
Gruppo: Ο – Alpinismo Giovanile – Escursionismo Ο – Escursionismo Seniores
Capo escursione: Pontel Giacomo Baruzzo Mauro  
Contatti: 329 1663218 338 8559872  
Grado di difficoltà: EEA-PD Ferrata poco difficile
Tempi: Salita 2 ore circa. Discesa 1 ora
Dislivello: Salita 300 m Discesa: 300 m  
Itinerario: Dalla diga del Vajont (744 m). Salita lungo la ferrata della memoria, rientro lungo il troi de sant’Antoni.
Cartografia: Tabacco 1:25000 foglio 021
Sentieri CAI:  380, 395/A, Troi De Sant’Antoni
Interesse: Paesaggistico, storico
Equipaggiamento / attrezzatura Scarponi adatti a brevi tratti di arrampicata, torcia elettrica (fondamentale), consigliati pantaloni lunghi e guanti senza dita. Casco, imbrago, kit da ferrata disponibili presso la sede
Pranzo: Al sacco
Luogo e ora di partenza: Ritrovo: Cervignano del Friuli sede CAI, via Garibaldi, 18, ore 7.30. Partenza ore 7.45.
Luogo e ora di arrivo: Cervignano del Friuli sede CAI, via Garibaldi, 18, ore 17,30 circa
Mezzo: Auto propria
Allegati:  
Note: Sarà ad insindacabile giudizio degli Accompagnatori e/o capi escursione responsabili ogni variazione di itinerario e/o programma, in funzione delle condizioni atmosferiche, del percorso e della preparazione del gruppo.
L’iscrizione all’escursione è un atto volontario che ognuno deve compiere responsabilmente. Il partecipante deve essere consapevole che l’escursione, pur se guidata da accompagnatori e/o capi-escursione di provata esperienza pratica, presenta le difficoltà illustrate nella presente relazione; pertanto è tenuto a verificare da sé il proprio effettivo grado di preparazione a garanzia della personale incolumità. La responsabilità personale del partecipante perdura per l’intera escursione e non viene meno neppure nel caso in cui l’accompagnatore e/o capo escursione non abbia esercitato la facoltà di esclusione.

Relazione:

Dopo longarone si prosegue sulla statale 251 che sale verso Erto. Al sesto tornante si stacca una stradina sula destra che termina in un piccolo parcheggio dove si lascia la macchina e da dove parte il sentiero che porta all’attaco della ferrata. Inizialmente si scende per pochi metri fino a raggiungere lo spettacolare canale che portava l’acqua dal torrente Vajont alla cartiera di Codissago già alla fine del 1800. Si prosegue questo canale fino a trovare una prima galleria di circa 150 m per la quale è consigliato portarsi una pila, seguita da una cengia con cavo da via ferrata, un’altra galleria più corta e altra cengia più esposta ma facile. Al termine della cengia si raggiunge una scala che segna l’inizio della parte difficile con i primi 100 metri impegnativi ed esposti. Subito dopo, grazie anche a una serie di cenge, si arriva a uno spallone intermedio, dove inizia la seconda parte verticale sempre difficile ma meno impegnativa della precedente, per poi proseguire su un’altra cengia verso destra e una seconda scala. Da qui si segue un intaglio nella roccia, costruito per far passare la teleferica che da Longarone portava i calcestruzzi fino sul cantiere della diga del Vajont, da dove in 5 minuti si arriva al sentiero 380 Passiamo sotto la “porta” di cemento e risaliamo per sentierino nel bosco, segni assenti) – Bivio q.835 (Innesto su sentiero CAI “Troi de Moliesa”, a destra si scende verso la diga, andiamo a sinistra per Casso, cartelli) – Bivio q.920 (Cartelli e innesto sul sentiero “Troi de Sant’Antoni”, a destra c’è il CAI 380 per Casso, andiamo a sinistra in direzione di Codissago e del CAI 395/A) – Sant’Antonio q.817 (Piccola cappella nel bosco in stato di abbandono) – Bivio q.765 (Innesto sul CAI 395/A, cartelli: dritto prosegue in falsopiano, noi lo teniamo a sinistra in ripida discesa) – SP. 251 q.668 (Finita la ripida discesa nel bosco ci innestiamo su una carrozzabile, a pochi metri c’è la strada asfaltata SP. 251 che prendiamo in discesa) – Deviazione q.625 (Lasciamo la SP.251 che curva a U e continua a scendere, andiamo dritto sulla stradina che termina al parcheggio) – Parcheggio q.615.

  • Carta Tabacco 021;
  • Dislivello 300 mt;
  • Lunghezza 600 m;
  • Tempo indicativo 2:00 ore salita più discesa (senza soste);

CLUB ALPINO ITALIANO
Sezione di Cervignano del Friuli “Giusto Gervasutti”
Via Garibaldi, 18 – 33052 Cervignano del Friuli (UD)
Tel. 0431 30283
info@caicervignano.it – www.caicervignano.it
 

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